Non un'"intossicazione accidentale da alcol", come iscritto sui referti che ne hanno certificato la morte, ma un subdolo disturbo alimentare sviluppato all'età di diciassette anni: questa, secondo Alex, fratello maggiore della sfortunata diva jazz-soul britannica, sarebbe stata la reale causa del decesso di Amy Winehouse, avvenuto a Camden, Londra, nel luglio del 2011. La bulimia, appunto. "Che l'aveva lasciata debole, e caratterialmente molto suscettibile", ha spiegato l'uomo all'Observer: "Probabilmente sarebbe morta comunque, per la piega che avevano preso le cose, ma quello che davvero l'ha uccisa è stata la bulimia".
"Se non avesse avuto questo problema, sarebbe stata più forte, almeno fisicamente", ha continuato Alex: "Diversi suoi amici ne soffrivano: condivano il cibo con salse molto pesanti, si ingozzavano e poi vomitavano tutto. Loro, però, ne sono usciti, mentre lei no. Tutti noi sapevamo che ne soffriva, ma era praticamente impossibile farla smettere. Soprattutto perché questo problema non siamo mai stati capaci di affrontarlo a viso aperto, con lei".