E’ successo nel 2002: 5 dicembre

Riecco Mike Francis: oggi un disco world music, domani un album pop (5 dicembre 2002)

Rispunta il nome di Francesco Puccioni, in arte Mike Francis, con il secondo capitolo del progetto Mystic Diversions, ensemble prevalentemente strumentale gestito insieme al fratello minore Mario e al polistrumentista maltese Aidan Zammit. E chi ne apprezzò il morbido stile pop-dance che fece sfracelli in classifica (anche e soprattutto all’estero) negli anni ‘80 faticherà a riconoscerlo tra le pieghe dei suoni cosmopoliti e contaminati di “Beneath another sky”, il nuovo album uscito in sordina ad agosto e ora rilanciato sul mercato nazionale dalla indie Energy. Qualcuno, per descriverlo, ha parlato di assonanze con il mondo oggi di gran voga della ambient e del chill out. “Ma io”, racconta Mike Francis, che oggi ha 41 anni ed è tornato a vivere a Roma dopo una lunga permanenza londinese, “preferisco parlare di world music, di musica etnica. Se proprio dovessi trovare dei riferimenti, citerei i Cafè del Mar di José Padilla e i primi due volumi del Buddha Bar, quelli curati da Claude Challe. Oggi mi piacciono Moby e Nitin Sawhney. Ma anche i New Radicals, che con questo genere non c’entrano nulla”. Mystic Diversions, spiega, “è un po’ uno sfogo della mia vena compositiva, un’idea che coltivo da quattro anni e che ho messo a fuoco assorbendo i suoni e le culture dei paesi che ho frequentato nel corso delle mie tournées: Cina, Russia, Ucraina, Stati Uniti, Estremo Oriente. La contaminazione di stili, la combinazione di sonorità africane, asiatiche, latino-americane e mediterranee produce risultati sorprendenti e imprevedibili, ne sono sempre stato affascinato”.
Il primo disco del trio, “Crossing the liquid mirror”, è uscito l’anno scorso anche negli USA, pubblicato dalla Tommy Boy, e alcune selezioni sono finite in antologie di “nuovi suoni” di risonanza internazionale come le compilation di “Undiscovered Ibiza” e il “Buddha Bar presents Amnesty International” del Natale scorso. Per Puccioni- Mike Francis- Francesko (l’altro pseudonimo che usa come autore) si tratta ora di riconquistare una fetta di popolarità anche in patria. “Tornare indipendente, come ero ad inizio carriera (prima di incidere per major come BMG e Sony), mi fa sentire pienamente a mio agio. Rispetto a quando ho iniziato, negli anni ’80, il mercato oggi è diventato più flessibile, ma per forza di cose un disco come questo in una grossa casa discografica verrebbe considerato un prodotto di nicchia. Un’etichetta come la Energy, invece, gli assicura tutta la dedizione necessaria anche perché i suoi proprietari sono appassionati del genere”.
Che si tratti di una strada parallela, nella produzione del compositore/musicista di origini fiorentine, lo dimostra il fatto che Francis si limita a sporadici interventi vocali, cedendo il microfono ad ospiti come Giovanni Imparato, Maya e Wendy Lewis (“Lo posso fare perché questo è un progetto nato in completa autonomia e senza condizionamenti esterni. Spesso scrivo canzoni pensando a voci diverse dalla mia: e un giorno mi piacerebbe anche provare a comporre qualcosa per Giorgia o per Elisa, che reputo le migliori voci in circolazione nel pop italiano”). E che altri progetti bollono in pentola: “Ho già pronte canzoni nuove per un album pop, che dovrei pubblicare l’anno prossimo per un’etichetta ancora da definire. Sarà un album di Mike Francis, e in inglese: per cantare in italiano ci vuole un autore giusto come lo furono in passato Mogol e Pasquale Panella. E con un’impronta stilistica abbastanza lontana dal pop tradizionale: l’ho sempre fatto, del resto, fin dai tempi di ‘Survivor’, che era un pezzo lento e melodico distante dalla disco music imperante in quel periodo”. L’esperienza “etno” dei Mystic Diversions, anticipa Francis, affiorerà sicuramente anche in quell’occasione: dopo essere approdata nel circuito live, il prossimo anno, con una formazione allargata ad altri elementi.
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