Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol
Scampato ad una settimana a dir poco intensa, durante la quale dopo il pestaggio di cui è stato vittima a Boston (vedi News) è stato maltrattato da dei poco concilianti fan di heavy metal, il malcapitato Moby ha anche rischiato, per concludere in bellezza, d’incontrare uno dei suoi più acerrimi nemici, il rapper Eminem.
“Mercoledì sono stato picchiato a Boston”, scrive il musicista sul suo sito ufficiale, “giovedì sono stato insultato da un gruppetto di appassionati di heavy metal. Venerdì, dopo un volo aereo piuttosto turbolento, quando giungo finalmente salvo a Los Angeles, chi trovo nel mio stesso albergo? Eminem, ovviamente, che stava presentando un suo nuovo dannato video!”.
“Che dovevo fare a quel punto?”, racconta, “Onde evitare la possibilità di incontrare alle due di notte, mentre sto gironzolando e passeggiando da solo nei pressi dell’albergo, 20 sfegatati fan e amici di Eminem ubriachi persi dopo il party, ho preferito cambiare hotel”.
“Datemi pure del vigliacco, chiamatemi pure paranoico, ma preferisco evitare il confronto diretto”, conclude Moby, “Ora me ne sto tranquillo e beato nel mio hotel, di fronte al mare, aspettando di tornare a New York e chiudermi nel mio studio, dove inizierò i lavori per il nuovo album”.
“Mercoledì sono stato picchiato a Boston”, scrive il musicista sul suo sito ufficiale, “giovedì sono stato insultato da un gruppetto di appassionati di heavy metal. Venerdì, dopo un volo aereo piuttosto turbolento, quando giungo finalmente salvo a Los Angeles, chi trovo nel mio stesso albergo? Eminem, ovviamente, che stava presentando un suo nuovo dannato video!”.
“Che dovevo fare a quel punto?”, racconta, “Onde evitare la possibilità di incontrare alle due di notte, mentre sto gironzolando e passeggiando da solo nei pressi dell’albergo, 20 sfegatati fan e amici di Eminem ubriachi persi dopo il party, ho preferito cambiare hotel”.
“Datemi pure del vigliacco, chiamatemi pure paranoico, ma preferisco evitare il confronto diretto”, conclude Moby, “Ora me ne sto tranquillo e beato nel mio hotel, di fronte al mare, aspettando di tornare a New York e chiudermi nel mio studio, dove inizierò i lavori per il nuovo album”.
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