La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
RADICANTO
in concerto dal 16 al 22 dicembre interverranno al IV European Youth Festival in Ankara (Turchia), rappresentando l'Italia
Le lettere dei migranti erano e sono forse ancora piene di nostalgia, di smarrimento, ma anche di lotta e di speranza. Nel dare voce a tutto questo, intendiamo esprimere gratitudine ai nostri padri e grande rispetto per chi vive adesso la loro stessa esperienza di sradicamento.
Canto tradotto. Canto che attraversa più culture, più linguaggi. Canto dal centro incerto, ricordo vago di una tradizione vaga, ricordo essa stessa di infiniti spazi e infinite storie.
È musica del nostro tempo che traduce la tradizione, facendola risuonare nel presente attraverso i suoni contemporanei.
È scrittura della citazione ironica e malinconica, spesso legata all'improvvisazione, quindi all'essenza del jazz, senza necessariamente essere jazz. Un ponte tra passato e presente che si pone come apertura al nuovo, come ritmo in grado di parlare direttamente al nostro corpo.
Musicisti:
Enzo Granella: voce, chitarra classica
Fabrizio Piepoli: voce, bouzouki, tamburello, percussioni
Giuseppe De Trizio: mandolino, chitarra classica
Vittorio Gallo: sax soprano, tenore
Pierpaolo Martino: basso elettrico, contrabbasso
Daniele Abbinante: batteria, percussioni
Adolfo La Volpe: chitarra elettrica ed acustica
RADICANTO
in concerto dal 16 al 22 dicembre interverranno al IV European Youth Festival in Ankara (Turchia), rappresentando l'Italia
Le lettere dei migranti erano e sono forse ancora piene di nostalgia, di smarrimento, ma anche di lotta e di speranza. Nel dare voce a tutto questo, intendiamo esprimere gratitudine ai nostri padri e grande rispetto per chi vive adesso la loro stessa esperienza di sradicamento.
Canto tradotto. Canto che attraversa più culture, più linguaggi. Canto dal centro incerto, ricordo vago di una tradizione vaga, ricordo essa stessa di infiniti spazi e infinite storie.
È musica del nostro tempo che traduce la tradizione, facendola risuonare nel presente attraverso i suoni contemporanei.
È scrittura della citazione ironica e malinconica, spesso legata all'improvvisazione, quindi all'essenza del jazz, senza necessariamente essere jazz. Un ponte tra passato e presente che si pone come apertura al nuovo, come ritmo in grado di parlare direttamente al nostro corpo.
Musicisti:
Enzo Granella: voce, chitarra classica
Fabrizio Piepoli: voce, bouzouki, tamburello, percussioni
Giuseppe De Trizio: mandolino, chitarra classica
Vittorio Gallo: sax soprano, tenore
Pierpaolo Martino: basso elettrico, contrabbasso
Daniele Abbinante: batteria, percussioni
Adolfo La Volpe: chitarra elettrica ed acustica