E' successo nel 2002: 4 marzo

E' successo nel 2002: 4 marzo
Credits: Emanuela Bonetti
Sfogo amaro di Max Gazzé: 'La discografia sta morendo e io verrò licenziato' (4 marzo 2002)

In occasione della data milanese del suo tour teatrale Rockol ha incontrato Max Gazzé. Il musicista romano è apparso nervoso, tirato, e si è sfogato con Rockol spiegando il proprio pensiero, le proprie preoccupazioni, ed esprimendo esplicitamente le proprie opinioni. Qualche tempo fa, infatti, Gazzé aveva criticato il Festival di Sanremo e il mondo della televisione. Nella conversazione che ha avuto con Rockol Gazzé si è scagliato contro l'industria musicale, la pirateria e il Governo. E' proprio trattando l'argomento del Festival della Canzone che inizia il fiume di parole di Gazzé. “Sanremo rappresenta la musica popolare italiana”, spiega Max. “Io ho tratto molto vantaggio, in termini di popolarità, nel parteciparvi, ma bisogna anche cercare di proseguire la propria carriera indipendentemente dalla singola canzoncina che si presenta in quella circostanza. Sanremo è una vetrina, un evento molto televisivo in cui ci si occupa prevalentemente di presentatrici, gossip, pantomime e scandali: tutto a discapito dell'attenzione sulla musica. Purtroppo, un festival basato solo sui musicisti non potrebbe mai reggere, per ora vale più il 'vippismo' che l'essenza: e ciò è drammatico. D'altronde Sanremo è l'unico spazio in cui lanciare un progetto, ma allo stesso tempo ne distorce il significato. Non credo che il festival rappresenti la musica italiana, ma solo un aspetto marginale di essa”. Gazzé ha il dente avvelenato anche con la televisione italiana (vedi news) e, nonostante sia passato qualche giorno dalle sue precedenti e polemiche dichiarazioni, non sembra essersi placato. “Molti programmi tendono a dare informazioni assolutamente false”, spiega il musicista. “La cronaca nera diventa rosa, e gli appuntamenti dedicati all'informazione, come 'Porta a porta', inclinano al qualunquismo. Si parla dei terroristi talebani senza spiegare che in Afghanistan passa uno dei più importanti gasdotti del mondo, e che ci potrebbero essere degli interessi economici nell'attaccare quel Paese. Non dicono che Osama bin Laden è un ex agente della CIA con il quale ci sono degli accordi ben precisi. Non si parla di quanto spendano gli americani per questa guerra (1 miliardo di dollari al giorno) e tutto ciò è frutto di una grande ipocrisia. Noi siamo vittime di questa disinformazione e della superficialità di questi programmi. Pochi sanno che chi lavora in televisione dice spesso agli ospiti di ricordarsi che il pubblico ha il cervello di un bambino. Tutto si sta trasformando nella sagra della superficialità. Io ormai mi limito a guardare i documentari”. Nonostante questa avversione per il mezzo televisivo, Max dichiara ammirazione e comprensione per Jovanotti che recentemente ha invaso i media con il brano “Salvami”. “Lorenzo ha voluto lanciare un messaggio di pace che purtroppo è stato interpretato male. Personalmente mi sono molto offeso a sentire quell'imbecille di Vittorio Sgarbi offendere un musicista che ha cantato la sua canzone e lanciato il suo messaggio. Chi vuole la pace non è un nazista: come si fa a dare questi giudizi così offensivi? Per me Jovanotti ha fatto benissimo”. Un'altra piaga in cui Max vuole girare il coltello è la protezione anticopiatura applicata al suo ultimo CD: un meccanismo ancora da rodare che avrebbe creato non pochi problemi agli acquirenti dell'album. “Utilizzare la protezione anticopiatura del disco è stata una manovra estremamente inutile”, spiega Gazzé. “Finché esiste la 'mucca pazza della musica', cioè la pirateria organizzata, con un governo che permette che questa pirateria continui ad esistere senza perseguirla, i dischi continueranno a costare sempre di più e le case discografiche continueranno a morire”. E continua:
“Ora come ora non so se farò un altro disco. 'Ognuno fa quello che gli pare?' sta vendendo poco, per cui quando leggeranno i dati risultanti dai bilanci annuali le case discografiche saranno costrette a licenziare chi non vende. Questo vale per me, ma anche per chi ha veramente qualcosa da dire. Non si riuscirà più a portare avanti un progetto, ma si tenderà a produrre subito la canzoncina di merda che va nelle radio, ma che in realtà è solo aria, bolle d'aria. La discografia è in crisi a causa della pirateria organizzata che copia i dischi in analogico scavalcando la loro labile protezione. Per cui nascondersi e far finta di niente – e questo è un messaggio ai discografici - non serve. La Sony ha licenziato quaranta persone, la BMG trenta, e poco a poco spariranno tutti se non si prenderà un provvedimento. Perché, se altri reati simili vengono perseguiti, non arrestano anche chi fa dischi falsi? Migliaia di persone restano a casa senza lavoro, e i ragazzi devono capire che più dischi copiati comprano più i prezzi dei CD aumenteranno”. Attualmente Max è impegnato nel musicare testi tratti dai vangeli apocrifi. “Non so se farò ancora un disco, non voglio più competere con Kylie Minogue. La musica fa parte della mia vita, ed è importante che io trovi il modo di rispettare questa parte così importante della mia esistenza”. L'intera chiacchierata con Gazzé verrà trasmessa prossimamente nel canale streaming di Rockol.
Dall'archivio di Rockol - Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, Max Gazzé: la videointervista
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