E' decisamente il tempo delle ammissioni per George Michael. Tempo fa aveva
ammesso di aver composto "Older" sotto l'influsso di generose quantità di
canapa indiana. In una nuova intervista, ha dichiarato: «Non so lavorare in
altro modo. Alla fine di "Spinning the wheel", quello che sentite è il
rumore di me che accendo un joint e tiro la prima boccata. Ma non intendo
fare canzoni sull'argomento, sarebbe una vera rottura di scatole. I media e
l'industria musicale sono veramente irresponsabili quando si tratta di
droga e giovani. Pensate a quanto fu scritto sugli Happy Mondays e quanto
viene scritto ora sugli Oasis. Per me non c'è nulla di male se hai un vizio
e il denaro per permettertelo. Ma nessuno dovrebbe suggerire l'idea che è
una parte integrante del lavoro del musicista. Ho fatto parecchia musica
qualitativamente eccellente anche prima di provare la droga».
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