Scioltisi nel 1981 e riformati lo scorso anno in occasione della ristampa del loro album del 1980 “Underwater moonlight”, i Soft Boys dimostrano ora che non si trattava di una semplice operazione-nostalgia. Pubblicano infatti un disco nuovo di zecca per la Matador, “Nextdoorland”, oltre all’EP “Side three” (inizialmente distribuito solo negli Stati Uniti e via web). La formazione è rimasta quella classica - Robyn Hitchcock (voce e chitarra), Kimberley Rew (chitarra), Matthew Seligman (basso) e Morris Windsor (batteria) - e anche lo stile non è cambiato. “Abbiamo sempre suonato beatle-music”, dichiara Hitchcock, leader più o meno dichiarato del gruppo e autore di tutti i pezzi. “Quando abbiamo cominciato, alla fine degli anni ‘70, l’ambiente musicale era stufo dei Beatles, era il periodo del punk e a molti giovani non interessava la musica degli anni ‘60. Negli anni successivi lo stile dei Beatles ha ripreso a richiamare interesse, sono ricomparse le canzoni con chitarre e armonie vocali. In un certo senso i pezzi di ‘Nextdoorland’ potrebbero essere nel ‘White album’, mentre quelli di ‘Underwater moonlight’ erano più vicini a ‘Revolver’”. Un paragone impegnativo, che Hitchcock azzarda in tono evidentemente scherzoso. Se i Soft Boys non sono i “fab four”, è indubbio che però abbiano influenzato molto indie-rock e suscitato un culto ristretto ma tenace, tanto da giustificare diverse ristampe del vecchio materiale. La reunion però non è una forzatura dovuta a particolari calcoli commerciali: “Io, Morris e Kimberley abbiamo collaborato piuttosto spesso in questi anni”, spiega Hitchcock. “Non è stata una rimpatriata fra gente che non si vede da molto tempo. Non ci sono stati saluti come ‘Ciao, come va? Quanto sei ingrassato! E dove sono finiti i capelli?’. Abbiamo solo rimesso in piedi il gruppo e abbiamo visto che c’era abbastanza vita per registrare un altro disco”.
Il gruppo promuoverà il nuovo album con un tour, ma non è certo quale sarà il suo futuro. I singoli membri infatti rimangono attivi anche come solisti, a cominciare dallo stesso Hitchcock, che ha pubblicato quest’anno “Robyn sings”, un album di cover di Bob Dylan: “Forse registreremo un altro disco, forse no. Davvero non lo so. Alla gente dovrebbe piacere questo, dato che è il primo che pubblichiamo da ventidue anni a questa parte. Forse ci metteremo altri ventidue anni per fare il prossimo”.
Il resoconto completo della chiacchierata con il leader dei Soft Boys sarà disponibile on-line nella sezione interviste di Rockol.
Il gruppo promuoverà il nuovo album con un tour, ma non è certo quale sarà il suo futuro. I singoli membri infatti rimangono attivi anche come solisti, a cominciare dallo stesso Hitchcock, che ha pubblicato quest’anno “Robyn sings”, un album di cover di Bob Dylan: “Forse registreremo un altro disco, forse no. Davvero non lo so. Alla gente dovrebbe piacere questo, dato che è il primo che pubblichiamo da ventidue anni a questa parte. Forse ci metteremo altri ventidue anni per fare il prossimo”.
Il resoconto completo della chiacchierata con il leader dei Soft Boys sarà disponibile on-line nella sezione interviste di Rockol.