Comunicato Stampa: Novità dalla Extra Labels

Comunicato Stampa: Novità dalla Extra Labels
La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a presskit@rockol.it. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.

ECCO L'ELENCO DEGLI ALBUM IN USCITA IL 6 SETTEMBRE P.V.:

* INTERPOL - Turn On The Bright Lights (Labels)
* NADA SURF - Let Go (Labels)
* BARRY ADAMSON - The King Of Nothing Hill (Mute/Labels)
* SCHNEIDER TM - Zoomer (Labels)
* LIARS - Trench (Blast First/Mute/Labels)
* KOMPUTER - Market Led (Mute/Labels)
* NON - Children of The Black Sun (Mute/Labels)
* SFT - Swift (Mute/Labels)

BREVI NOTIZIE SUGLI ARTISTI:

Interpol
Fulminante esordio per questo quartetto che proviene da New York. Sono giovanissimi, ma dimostrano di essere cresciuti ascoltando grandissima musica. Che, inevitabilmente, influenza le loro canzoni. Dai Cure ai Television, dai Joy Division agli Wire, dai primissimi Talking Heads ai Bauhaus. Questi potrebbero essere dei punti di riferimento di carattere musicale per definire l'album. Ma sarebbe ingiusto fare riferimento solo al passato. Anche perché la loro musica evocativa e intrisa di incredibili melodie ha un sapore decisamente moderno. Grande anche la loro immagine, di sublime eleganza. Un nome sul quale puntare.

Nada Surf
Non sono dei pivellini, hanno già raggiunto la popolarità a livello undergound grazie ai precedenti album. Ma è con questo "Let Go" che le loro indubbie doti di autori prendono forma definita. Preziosissimo il lavoro di arrangiamento per un album rock, nel senso più puro del termine. Semplicemente grandi i due singoli iniziali che riportano alla mente sonorità care a Coldplay e Doves. Ma i paragoni lasciano il tempo che trovano. E sono, spesso, scomodi. Basta lasciare scorrere le prime tre tracce dell'album per rimanere ko. Dall'acustica Blizzard of 77, al primo singolo The Way You Wear Your Head alla meravigliosa Fruit Fly..

Barry Adamson
Il grande Barry non si faceva vivo da un bel pò. Complice la sua salute poco stabile, e la parentesi antologica The Murky World of Barry Adamson. Ora che abbiamo tra le mani il suo nuovo album "The King Of Nothing Hill" sappiamo che l'artista è sempre in gran forma. Già membro dei Bad Seeds di Nick Cave, oltre che coi seminali Magazine, Barry Adamson ha , nel corso degli anni, lavorato sulla sua personalissima visione della musica. Suoni cinematografici, lounge e funky conditi dalla sua voce dal tono particolarissimo e immediatamente riconoscibile. Da segnalare il singolo ed il video relativo al brano Black Amour (davvero eccellente).

Schneider TM
Tornano i paladini del pop in salsa elettronica. Dopo il fortunato ep precedente, che veniva impreziosito dalla bizzarra quanto bellissima versione del classico degli Smiths "There's a light that never goes out", il duo teutonico abbraccia la formula degli strumenti acustici da avvicinare alla loro collaudata ed unica formula di loops elettronici "frammentati". Il risultato? Ottimo. L'album si apre subito con una canzone destinata a rimanere: Reality Check. Brano nel quale una chitarra acustica riesce a regalare grandi emozioni, canzone dalle inaspettate e sorprendenti aperture melodiche, una sorta di manifesto per meglio definire la nuova strada degli Schneider TM. A Settembre potremo anche saggiare questo lavoro nel corso di un tour Italiano.

Liars
Punk? Sì, certo. ma più come attitudine che come suono. Industrial music? Sicuro, ma non c'è l'oscurità ingombrante dei lavori più celebri del genere. I Liars mescolano i due generi sapientemente. E ciò che scaturisce da "Trench" è una grande energia. Energia che non è sfuggita ai mensili musicali inglesi e USA, che non hanno perso tempo a decretare i Liars una delle possibili sorprese dei mesi a venire. Anche per loro è prevista una manciata di date Italiane entro Ottobre 2002.

NON
Il luciferino Boyd Rice, dopo un paio di side project e un album a suo nome, torna a dar vita alla sua creatura preferita: i NON. Band di (stra)culto tra generazioni di dark people. Del resto il titolo dell'album non lascia spazio ad interpretazioni diverse. E la musica è una discesa negli angoli più remoti dell'animo umano. Invidiabile la coerenza stilistica che pervade ogni lavoro a firma NON. Così come le atmosfere plumbee e drammatiche delle tracce, un segno distintivo che è divenuto, negli anni, anche il tratto inconfondibile della band. Per amanti del genere dark, ma anche per chi vuole curiosare nella "selva oscura" . Suoni pregni di un particolare e torbido fascino.
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