Una polemica investe Eric Clapton.
Secondo l’organizzazione americana ‘Peace at Home’, che difende le donne vittime di violenza, la canzone “Sick and tired” inciterebbe all’omicidio di una donna.
Il testo del pezzo, contenuto nell’ultimo album di Clapton “Pilgrim”, recita: “Mi comprerò una pistola, tesoro. La nasconderò dietro alla porta della camera da letto/forse dovrò farti saltare le cervella, tesoro/così non mi darai più fastidio”.
Una portavoce di Clapton, Ronnie Lippin, si è detta stupita dalle critiche arrivate dall’associazione femminile, ed ha precisato che la canzone incriminata è un omaggio al blues tradizionale, genere che spesso tratta in termini espliciti di violenza. In difesa del chitarrista, che non ha voluto entrare direttamente nella polemica, sono però arrivati due dei massimi critici musicali americani: Robert Christgau e Anthony Decurtis. Per il primo “la musica folk americana è piena di violenza contro le donne, e non è vietato raccontare una storia drammatica”. Secondo il critico pochi capiscono che una canzone può esprimere qualcosa che si è provato magari solo una volta nella vita. Per Decurtis, invece, Clapton ha voluto essere intenzionalmente provocatorio. “Nella canzone” – ha spiegato il critico americano – “ci vuole dire che la musica racconta stati d’animo incontrollabili che possono infilarsi sotto alla nostra pelle”. Del resto, Clapton non è il primo a trattare in una sua canzone il tema della violenza sulle donne: ricorderete Jimi Hendrix in “Hey Joe” (“Sparerò alla mia signora”), i Guns’n’Roses in “I used to love her” (“Una volta ero innamorato di lei, ma poi ho dovuto farla fuori, ho dovuto metterla qualche metro sotto terra”) per non parlare dei Rolling Stones di “Midnight Rambler”, palpitante ricostruzione delle imprese dello Strangolatore di Boston.