E' passato ormai un anno dal G8 di Genova, un anno dai violenti scontri di piazza che misero a ferro e fuoco la città e videro contrapposti forze dell'ordine e manifestanti delle associazioni no global. Un anno dalla morte di Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso negli scontri, divenuto simbolo di quelle giornate.
A lui e a quei fatti sono dedicate “La canzone di Carlo” e “Genova chiama”, due brani in stile combat folk irlandese dai contenuti socio-politici, scritti dalla band la Casa del Vento subito dopo i fatti genovesi.
Le due canzoni, che sono diventate manifesti del Social Forum, saranno incluse in un EP intitolato “Genova chiama”, che uscirà il prossimo 14 settembre e che sarà in vendita nell' edicole assieme ai giornali “Il Manifesto”e “Carta”, nelle librerie Feltrinelli e in altri punti vendita. Oltre agli inediti, conterrà altre due brani: “Carne da cannone” e “San Severo”, già contenute nell'album de la Casa del Vento “'900”.
“I fondi raccolti con la vendita del disco”, spiega Vittorio Agnoletto, leader del Social Forum, “serviranno per coprire i costi delle cause legali attualmente in corso e per finanziare i lavori del Forum Sociale Europeo che si terrà a Firenze il prossimo novembre”. Ma non solo: i ricavati serviranno anche a realizzare il grande concerto che si terrà il prossimo sabato 20 luglio a Genova, in cui si esibiranno oltre alla Casa del Vento, i Punkreas, Yo Yo Mundi, Meganoidi, Subsonica (con una particolare performance acustica), Animal Minimal feat. Luca Morino (Mau Mau) e altri.
“Nel nostro percorso artistico”, spiega Luca Lanzi, cantante della Casa del Vento, “era già stata avviata da tempo una profonda riflessione legata ai temi della globalizzazione, dei mercati e a tutte ciò che essi comportano: dai diritti degli immigrati alle questioni ambientali; la nostra esperienza in questo campo, tuttavia, ha avuto inizio ufficialmente con i tragici eventi di Genova da cui sono nate 'Genova chiama' e 'La canzone di Carlo'.
. La prima canzone richiama 'London calling' dei Clash. Cercavamo qualcosa di evocativo, capace di richiamare alla memoria quel clima e quel movimento degli anni '80. Qualcosa in grado di sintetizzare le idee e i contenuti dei movimenti no global, ma anche il fatto che Genova fosse stato il luogo delle idee, dei forum dove si era cercato di dare delle risposte a grandi problemi della terra”.
"La seconda, invece", precisa sempre Lanzi, "nasce dall'esigenza di fissare nella memoria la morte di questo ragazzo: è stata una canzone dal parto laborioso, e per scriverla senza scadere nella facile retorica, o ferire la sensibilità delle persone coinvolte, abbiamo contattato e interpellato direttamente la famiglia di Giuliani”.
A lui e a quei fatti sono dedicate “La canzone di Carlo” e “Genova chiama”, due brani in stile combat folk irlandese dai contenuti socio-politici, scritti dalla band la Casa del Vento subito dopo i fatti genovesi.
Le due canzoni, che sono diventate manifesti del Social Forum, saranno incluse in un EP intitolato “Genova chiama”, che uscirà il prossimo 14 settembre e che sarà in vendita nell' edicole assieme ai giornali “Il Manifesto”e “Carta”, nelle librerie Feltrinelli e in altri punti vendita. Oltre agli inediti, conterrà altre due brani: “Carne da cannone” e “San Severo”, già contenute nell'album de la Casa del Vento “'900”.
“I fondi raccolti con la vendita del disco”, spiega Vittorio Agnoletto, leader del Social Forum, “serviranno per coprire i costi delle cause legali attualmente in corso e per finanziare i lavori del Forum Sociale Europeo che si terrà a Firenze il prossimo novembre”. Ma non solo: i ricavati serviranno anche a realizzare il grande concerto che si terrà il prossimo sabato 20 luglio a Genova, in cui si esibiranno oltre alla Casa del Vento, i Punkreas, Yo Yo Mundi, Meganoidi, Subsonica (con una particolare performance acustica), Animal Minimal feat. Luca Morino (Mau Mau) e altri.
“Nel nostro percorso artistico”, spiega Luca Lanzi, cantante della Casa del Vento, “era già stata avviata da tempo una profonda riflessione legata ai temi della globalizzazione, dei mercati e a tutte ciò che essi comportano: dai diritti degli immigrati alle questioni ambientali; la nostra esperienza in questo campo, tuttavia, ha avuto inizio ufficialmente con i tragici eventi di Genova da cui sono nate 'Genova chiama' e 'La canzone di Carlo'.
. La prima canzone richiama 'London calling' dei Clash. Cercavamo qualcosa di evocativo, capace di richiamare alla memoria quel clima e quel movimento degli anni '80. Qualcosa in grado di sintetizzare le idee e i contenuti dei movimenti no global, ma anche il fatto che Genova fosse stato il luogo delle idee, dei forum dove si era cercato di dare delle risposte a grandi problemi della terra”.
"La seconda, invece", precisa sempre Lanzi, "nasce dall'esigenza di fissare nella memoria la morte di questo ragazzo: è stata una canzone dal parto laborioso, e per scriverla senza scadere nella facile retorica, o ferire la sensibilità delle persone coinvolte, abbiamo contattato e interpellato direttamente la famiglia di Giuliani”.
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