Con una recensione a tutta pagina che apre la rubrica dei libri, il numero di luglio del mensile britannico "Mojo" dà notizia della pubblicazione di quella che viene definita "la prima grande biografia sul leggendario jazzista" Chet Baker. L'autore è James Gavin, il quale ha anche curato una retrospettiva su CD del musicista, di prossima distribuzione su etichetta Blue Note. Salutato come "nuova grande speranza del jazz bianco" da Charlie Parker nel 1953, il trombettista dell'Oklahoma, classe Ventinove, ebbe una straordinaria ma travagliatissima carriera. Drogato già dal '57, conobbe splendori ma specialmente miserie, riducendosi a suonare in locali d'infimo ordine per 50 dollari a sera, che peraltro spendeva subito in sostanze poco raccomandabili. Morì cadendo dalla finestra di un albergo di Amsterdam nel 1988, anno in cui, ironia della sorte, veniva immortalato in "Let's get lost". "Occorre leggerlo?", si chiede il recensore. "Assolutamente sì", si risponde. Il volume è per ora disponibile in sola lingua inglese ed è pubblicato dall'editore Chatto & Windus al prezzo di venti sterline.
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