Credits: Simon Emmett
C'è poca gente fuori dall'hotel Baglioni di Bologna ad attendere gli Oasis: un paio di sosia di Liam e qualche sparuto fan. Oggi, 21 giugno, la band inglese è in città, in attesa dell'esibizione di questa sera al Vox della vicina Nonantola (vedi news).
Noel Gallagher coglie l'occasione per presentare alla stampa italiana il nuovo disco "Heathen chemistry", in uscita la prossima settimana: un disco decisamente più rock, meno orchestrato del precedente "Standing on the shoulder of giants". Sereno e tranquillo, Noel spiega le ragioni della sua predilizione per il nostro paese: "Mi piace l'Italia perché, in Gran Bretagna, ai nostri concerti i media vengono non per ascoltare la musica ma per recensire delle celebrità. Qua, invece, pensano alle nostre canzoni. E poi si vive e si mangia bene".
Noel è sereno nonostante la fresca sconfitta della nazionale inglese contro il Brasile, ed offre un'immagine molto lontana da quella di bizzosa rockstar che spesso domina la stampa specializzata britannica. E proprio parlando di calcio rompe il ghiaccio, indirizzando una pungente battuta agli Azzurri appena tornati dalla sfortunata trasferta nippo-coreana: "Sapevamo di poter perdere contro il Brasile, nonostante avessi pensato ad una probabile vittoria inglese dopo il nostro gol del vantaggio: del resto perdere contro il Brasile è sempre meglio che venire sconfitti dalla Corea...". Calcio e chiacchiere da bar dello sport: è questo il Noel che conosciamo? "In realtà la mia vita è molto ordinaria, è la stampa a rendermi straordinario: il mio unico dono è quello di saper scrivere canzoni, mentre voi giornalisti avete il dono di saper raccontare con le parole, ed è proprio questo a restituire una nostra immagine eccezionale alle masse". Ma, almeno a sentire il maggiore dei fratelli Gallagher, alla stampa pare vada anche riconosciuto il dono di manipolare le notizie per rendere gli articoli più interessanti: l'esempio sarebbe la voce - fatta circolare dall'autorevole NME - che voleva gli Oasis prossimi a realizzare un reality show sulla falsariga di "The Osbournes". "Tutto falso: ho semplicemente detto che non ho nessuna intenzione di fare una cosa del genere, ma se dovessi mai farla, l'avrei fatta in un certo modo. Hanno scritto la notizia levando il 'se'. Se no, che notizia era?".
Il principale compositore della band si è detto felice di avere condiviso le fatiche di scrittura all'interno del gruppo con il fratello Liam (che firma tre brani) e con Gem Archer (uno): "E' il gruppo di tutti, mica solo il mio!". A proposito di “Heathen chemistry”, la cui comparsa in rete aveva indispettito non poco i vertici della loro casa discografica, il maggiore dei fratelli Gallagher ha dichiarato: "E' un disco di rock classico: se vi piacciono le canzoni tradizionali e le chitarre, questo è l'album che fa per voi". Poi aggiunge, senza senza ironia o astio alcuno: "se volete del rock sperimentale, invece, vi conviene ascoltare i dischi dei Radiohead. E' un disco, il nostro, più diretto rispetto ai precedenti, anche perché, stavolta, ci siamo prodotti da soli. Per il resto, non mi interessa se le canzoni sono state rese disponibili in Internet due mesi prima della pubblicazione; inevitabilmente è stato qualcuno vicino a noi ad aver fatto trapelare il disco, e ci dispiace più aver visto tradire la nostra fiducia che vendere qualche disco in meno". Passando ad argomenti di più ampio respiro, pare che a Noel non piacciano le celebrazioni, siano esse dedicata ai re del punk o alla regina Elisabetta: "Non me ne frega niente di queste cose, anche se i festeggiamenti per la regina mi hanno fatto particolarmente arrabbiare: io mi considero repubblicano, e avrei voluto schiaffeggiare tutti i miei connazionali scesi in strada a fare festa. In Inghilterra c'è poca educazione alla politica, che io considero un po' come lo sport: il partito laburista è la mia squadra".
Il resoconto completo dell'incontro con Noel Gallagher verrà pubblicato prossimamente da Rockol nella sezione interviste.
Noel Gallagher coglie l'occasione per presentare alla stampa italiana il nuovo disco "Heathen chemistry", in uscita la prossima settimana: un disco decisamente più rock, meno orchestrato del precedente "Standing on the shoulder of giants". Sereno e tranquillo, Noel spiega le ragioni della sua predilizione per il nostro paese: "Mi piace l'Italia perché, in Gran Bretagna, ai nostri concerti i media vengono non per ascoltare la musica ma per recensire delle celebrità. Qua, invece, pensano alle nostre canzoni. E poi si vive e si mangia bene".
Noel è sereno nonostante la fresca sconfitta della nazionale inglese contro il Brasile, ed offre un'immagine molto lontana da quella di bizzosa rockstar che spesso domina la stampa specializzata britannica. E proprio parlando di calcio rompe il ghiaccio, indirizzando una pungente battuta agli Azzurri appena tornati dalla sfortunata trasferta nippo-coreana: "Sapevamo di poter perdere contro il Brasile, nonostante avessi pensato ad una probabile vittoria inglese dopo il nostro gol del vantaggio: del resto perdere contro il Brasile è sempre meglio che venire sconfitti dalla Corea...". Calcio e chiacchiere da bar dello sport: è questo il Noel che conosciamo? "In realtà la mia vita è molto ordinaria, è la stampa a rendermi straordinario: il mio unico dono è quello di saper scrivere canzoni, mentre voi giornalisti avete il dono di saper raccontare con le parole, ed è proprio questo a restituire una nostra immagine eccezionale alle masse". Ma, almeno a sentire il maggiore dei fratelli Gallagher, alla stampa pare vada anche riconosciuto il dono di manipolare le notizie per rendere gli articoli più interessanti: l'esempio sarebbe la voce - fatta circolare dall'autorevole NME - che voleva gli Oasis prossimi a realizzare un reality show sulla falsariga di "The Osbournes". "Tutto falso: ho semplicemente detto che non ho nessuna intenzione di fare una cosa del genere, ma se dovessi mai farla, l'avrei fatta in un certo modo. Hanno scritto la notizia levando il 'se'. Se no, che notizia era?".
Il principale compositore della band si è detto felice di avere condiviso le fatiche di scrittura all'interno del gruppo con il fratello Liam (che firma tre brani) e con Gem Archer (uno): "E' il gruppo di tutti, mica solo il mio!". A proposito di “Heathen chemistry”, la cui comparsa in rete aveva indispettito non poco i vertici della loro casa discografica, il maggiore dei fratelli Gallagher ha dichiarato: "E' un disco di rock classico: se vi piacciono le canzoni tradizionali e le chitarre, questo è l'album che fa per voi". Poi aggiunge, senza senza ironia o astio alcuno: "se volete del rock sperimentale, invece, vi conviene ascoltare i dischi dei Radiohead. E' un disco, il nostro, più diretto rispetto ai precedenti, anche perché, stavolta, ci siamo prodotti da soli. Per il resto, non mi interessa se le canzoni sono state rese disponibili in Internet due mesi prima della pubblicazione; inevitabilmente è stato qualcuno vicino a noi ad aver fatto trapelare il disco, e ci dispiace più aver visto tradire la nostra fiducia che vendere qualche disco in meno". Passando ad argomenti di più ampio respiro, pare che a Noel non piacciano le celebrazioni, siano esse dedicata ai re del punk o alla regina Elisabetta: "Non me ne frega niente di queste cose, anche se i festeggiamenti per la regina mi hanno fatto particolarmente arrabbiare: io mi considero repubblicano, e avrei voluto schiaffeggiare tutti i miei connazionali scesi in strada a fare festa. In Inghilterra c'è poca educazione alla politica, che io considero un po' come lo sport: il partito laburista è la mia squadra".
Il resoconto completo dell'incontro con Noel Gallagher verrà pubblicato prossimamente da Rockol nella sezione interviste.
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