Il secondo disco è il più difficile, quando il primo è stato accolto con favore e il personaggio è portato in palmo di mano in certi talk-show della tarda serata. Pure, Niccolò Fabi ce l’ha fatta: il suo disco, intitolato col semplice nome e cognome, è bello, interessante e soprattutto molto intimista, nonostante tutto il chiasso che si ritrova attorno.
“Sì, mi rendo conto che ogni tanto mi fanno fare la parte di quello belloccio che piace alle ragazzine”, dice il trentenne autore di “Lasciarsi un giorno a Roma”. “Ma se penso alla mia musica, e ai testi delle mie canzoni, mi pare di poter dire che c’è qualcos’altro. Ad esempio, in questo secondo disco, la componente fondamentale potrebbe essere individuata nella mia malinconia, nelle sue diverse forme. Sono molto orgoglioso di questo disco: io e il mio gruppo abbiamo avuto meno di cinque mesi per prepararlo. Rispetto a “Il Giardiniere”, abbiamo avuto meno tempo, e più casini. Comunque credo di poter dire che i testi sono più semplici, mentre le musiche sono molto funzionali ai vari stati d’animo. C’è ad esempio un brano che si chiama “Immobile”, in cui interviene Frankie Hi-Nrg con un rap. Ma non è stato per darsi delle arie e buttarci anche noi la spruzzata di hip-hop. E’ stato per accentuare certe sensazioni legate appunto all’immobilità”. A giugno partirà il tour, “con un occhio ai mondiali di calcio per evitare spiacevoli coincidenze”, allarga le braccia Niccolò.
“Sì, mi rendo conto che ogni tanto mi fanno fare la parte di quello belloccio che piace alle ragazzine”, dice il trentenne autore di “Lasciarsi un giorno a Roma”. “Ma se penso alla mia musica, e ai testi delle mie canzoni, mi pare di poter dire che c’è qualcos’altro. Ad esempio, in questo secondo disco, la componente fondamentale potrebbe essere individuata nella mia malinconia, nelle sue diverse forme. Sono molto orgoglioso di questo disco: io e il mio gruppo abbiamo avuto meno di cinque mesi per prepararlo. Rispetto a “Il Giardiniere”, abbiamo avuto meno tempo, e più casini. Comunque credo di poter dire che i testi sono più semplici, mentre le musiche sono molto funzionali ai vari stati d’animo. C’è ad esempio un brano che si chiama “Immobile”, in cui interviene Frankie Hi-Nrg con un rap. Ma non è stato per darsi delle arie e buttarci anche noi la spruzzata di hip-hop. E’ stato per accentuare certe sensazioni legate appunto all’immobilità”. A giugno partirà il tour, “con un occhio ai mondiali di calcio per evitare spiacevoli coincidenze”, allarga le braccia Niccolò.
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