Credits: Marta Coratella / Concessione in uso a Rockol
Ieri sera, mentre a Buckingham Palace un gruppo di musicisti formato Paul McCartney, Eric Clapton, Rod Stewart, Ozzy Osborne, Queen ed altri si esibiva per il giubileo d'oro della regina Elisabetta II, in Gran Bretagna andava in scena anche un altro concerto. Relegato alla cronaca spicciola dal furore mediatico, comprensibilmente appuntato sulla residenza reale, il festival dell'Isola di Wight ha offerto –secondo quanto riportato da alcuni giornalisti- buoni spunti. Nel '69 venne capitanato da Dylan, nel '70 (diciotto giorni prima che morisse) da Hendrix, stavolta, dopo un'interruzione durata una trentina d'anni, le redini del festivalone le ha tenute Robert Plant anche se i teorici headliner erano i Charlatans. Il veterano cantante ha distribuito specialmente canzoni dal suo imminente nuovo album e cover dei Led Zeppelin. Prima di lui si erano esibiti i Coral, gli Hundred Reasons, gli Starsailor e gli Ash; quest'ultimi hanno inserito un frammento di “Voodoo chile” di Hendrix nella loro “Kung fu”. Conclusione in mano ai Charlatans, il cui leader Tim Burgess ha dedicato “Tellin' stories” a Plant. Non ancora disponibili i dati sulla vendita di biglietti: nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che le prevendite non erano andate molto bene.
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