Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Billy Idol, che uomo: per cinque anni non si sente parlare di lui, poi arrivano due sue notizie in tre giorni. Dopo aver parlato di lui l’altro giorno (vedi archivio Rockol) per il suo “nuovo corso”, oggi lo rifacciamo per riferire che il cantante ha contribuito a far bloccare l’uscita di “Sweet revenge”, album postumo dei Generation X. “Sweet revenge”, definito il “grande album perduto del 1979”, contiene canzoni che non vennero mai pubblicate dell’ex gruppo di Billy. Il lavoro, prodotto dalla piccola etichetta newyorkese Mutiny Records, avrebbe dovuto raggiungere i negozi il 23 giugno. Ma, scoperta la notizia dell’uscita, della quale non sapevano nulla, Billy, il suo manager Tony Dimitriades, l’ex bassista dei Gen X Tony James e la vecchia etichetta discografica dell’ex punk-rocker inglese, la EMI, hanno ufficialmente ingiunto alla Mutiny di bloccare la distribuzione di “Sweet revenge”. Adesso, la classica situazione di stallo con tanto di avvocati a parlare di diritti, percentuali e royalties.
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