I Mercury Rev, gli Afterhours e la Sambuca....

I Mercury Rev, gli Afterhours e la Sambuca....
E' in pieno svolgimento il tour congiunto tra i Mercury Rev e gli Afterhours. Quattro date, iniziate lo scorso mercoledì 10 a Marghera, che culmineranno nell'esibizione di questa sera, 13 aprile, al Leoncavallo di Milano e termineranno lunedì al Palacisalfa di Roma; un tipo di alleanza tutto sommato inedita in Italia, quella del “double bill”: due artisti principali che si alternano sul palco, senza distinzioni tra headliner e spalla.

L'unione tra il gruppo italiano e quello americano è nata di fronte ad una bottiglia di Sambuca. “Agli Afterhours piacevano molto i nostri dischi”, ci ha raccontato Grasshopper -chitarrista e mente dei Mercury Rev insieme a Jonathan Donahue. “Qualche mese fa, quando siamo venuti l'ultima volta in Italia suonare, ci siamo conosciuti. Abbiamo passato tutta la notte nel backstage a bere Sambuca e cose del genere... Siamo diventati molto amici, insomma. Quando gli Afterhours ci hanno chiesto se volevamo andare in tour con loro, abbiamo accettato volentieri, cogliendo l'occasione per tornare da queste parti”.
“Mi rendo conto che la nostre musiche sono molto diverse, ma è questo che rende interessante la cosa!”, continua. “E' vero che gli Afterhours sono più chitarristici, ma noi dal vivo tendiamo ad comunque avere un suono un po' più carico e rock che non su disco”.
“Siamo complementari”, aveva spiegato a Rockol Manuel Agnelli degli Afterhours un paio di settimane fa (vedi lo spazio interviste); “loro sono molto onirici, usano un sacco di tastiere. Mi piacciono da tantissimo tempo e penso che gli ultimi due dischi siano le cose più belle che abbiano mai fatto. Queste collaborazioni nascono un po' per caso. Penso che sia anche un bel caso di collaborazione tra etichette perché la V2 collabora con la Mescal ed è un fatto più unico che raro in Italia. Abbiamo iniziato a fare le cose che ci divertono e basta. D'altronde, chi conosce i Mercury Rev in Italia?”.

Gli iniziali piani per suonare assieme una canzone, spiega ancora Grasshopper, non sono ancora stati finalizzati. “In realtà noi avremmo dovuto insegnare agli Afterhours una nostra canzone, ma spesso ci dimentichiamo noi stessi come suonarle…
I Mercury Rev, spiega, tornano volentieri in Europa perché il pubblico continentale sembra apprezzarli molto di più che quello dei loro Stati Uniti. “Da queste parti la gente sembra più aperta a suoni diversi. In America, a parte le college radio, ci sono pochi spazi per questa musica. Anche gente come Lou Reed o Neil Young fa fatica ad essere ascoltata negli Stati Uniti. Forse la percentuale di idioti è molto più alta da quelle parti…”
Dopo un anno sulla strada (“All is dream”, ultimo disco della band, è uscito lo scorso agosto; è stato appena ripubblicato in una versione con un secondo CD con alcuni brani live), i prossimi impegni prevedono ancora concerti, poi l'inizio dei lavori per un nuovo album. “Faremo diversi festival, quest'estate”, conclude Grasshopper. “Poi, in autunno, entreremo in studio e penseremo al nuovo disco: Jonathan ed io abbiamo già scritto alcune canzoni”.
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