Maurizio Gasparri, ministro delle telecomunicazioni di passaggio a Sanremo, non rinuncia all'apparizione in sala stampa. “Il progetto che ci interessa è quello di creare a Sanremo un museo della musica. Abbiamo già deciso di sondare le possibilità di collaborazione tra ministero, Rai e Comune per realizzare qualcosa di moderno e interattivo. Qualcosa di più visibile rispetto al Museo della canzone a Vallecrosia (Imperia) di Erio Tripodi. Sanremo è un grande evento di cultura popolare. La forza di questa manifestazione dovrebbe fare da traino per creare un museo molto diverso da quelli tradizionali, in grado di far interagire gli spettatori”.
Dopo l'apparizione di Simona Ventura, che offre ai fotografi l'occasione per scattare la foto di una “storica” stretta di mano per concludere le note polemiche nate a “Quelli che il calcio”, il ministro ha voluto offrire un'interpretazione sul caso della settimana: “Ferrara ha ottenuto una grande attenzione, ha detto la sua portando alla ribalta una provocazione culturale. Non so come andrà a finire perché non sono io l'autore del copione. Ma certi toni erano talmente esagerati che ho avuto l'impressione si trattasse di qualcosa costruita a tavolino. Ci siamo caduti tutti. Di certo i limiti della satira rappresentano un tema delicato. Spero che Benigni si comporti da Premio Oscar, tenendo presente che quello che dice acquista rilevanza internazionale. Di più non voglio dire, se non che il Festival di Sanremo non è la Costituente. I riti della democrazia passano attraverso altri luoghi”.
Dopo l'apparizione di Simona Ventura, che offre ai fotografi l'occasione per scattare la foto di una “storica” stretta di mano per concludere le note polemiche nate a “Quelli che il calcio”, il ministro ha voluto offrire un'interpretazione sul caso della settimana: “Ferrara ha ottenuto una grande attenzione, ha detto la sua portando alla ribalta una provocazione culturale. Non so come andrà a finire perché non sono io l'autore del copione. Ma certi toni erano talmente esagerati che ho avuto l'impressione si trattasse di qualcosa costruita a tavolino. Ci siamo caduti tutti. Di certo i limiti della satira rappresentano un tema delicato. Spero che Benigni si comporti da Premio Oscar, tenendo presente che quello che dice acquista rilevanza internazionale. Di più non voglio dire, se non che il Festival di Sanremo non è la Costituente. I riti della democrazia passano attraverso altri luoghi”.
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