Stanno emergendo particolari inquietanti sugli ultimi giorni di Michael Jackson, scomparso il 25 giugno del 2009 prima della residency londinese - battezzata "This is it" - che avrebbe segnato il ritorno sulle scene del Re del Pop. A far scoppiare il caso sono duecentocinquanta pagine di e-mail scambiate dai dirigenti della AEG, la società promotrice dell'operazione, raccolte dai legali del colosso assicurativo dei Lloyd's, pronto a ricorrere al giudice - già si parla di una causa legale, che potrebbe venire depositata nel corso del prossimo anno - pur di non corrispondere alla stessa AEG gli oltre 17 milioni di dollari a titolo di risarcimento per le mancate esibizioni dell'artista, assicurate dalla società di live promoting proprio presso la storica compagnia londinese.
In sostanza, gli avvocati dei Lloyd's hanno il sospetto che AEG, nello stipulare la polizza assicurativa per "This is it", abbia mentito sulle reali condizioni psico-fisiche del cantante, che - stando almeno ai documenti interni raccolti, pubblicati in parte oggi dal Los Angeles Times - sarebbero già state decisamente critiche ben prima della tragica fine.
"MJ è chiuso nella sua stanza d'hotel. E' ubriaco e depresso. Sto cercando di riportarlo alla ragione", è l'email che Randy Phillips scrive dall'hotel di Londra presso il quale era alloggiato Jackson al suo superiore, dall'altra parte dell'oceano Atlantico, che gli risponde incredulo: "Stai scherzando?". "Gli ho urlato così forte da far tremare le pareti", è la risposta di Phillips: "E' emotivamente paralizzato, pieno di disgusto per se stesso. Dubito sia pronto per il palco".
Non si è fatta attendere, ovviamente, la risposta del team legale della AEG, secondo il quale la corrispondenza raccolta sia in parte ottenuta illegalmente, in parte manipolata ad arte per gettare discredito sulla società di live promoting: "Lavorando nel mondo dello spettacolo, è inevitabile venire a contatto con individui che abbiano grossi problemi personali", ha dichiarato il responsabile dell'ufficio legale dell'Anschutz Entertainment Group, Marvin Putnam, "Michael Jackson era un uomo adulto, è pretestuoso affermare, oggi, se fosse o meno in grado di prendersi cura di se stesso".
Il contratto tra Jackson e la AEG venne firmato nel gennaio del 2009: l'accordo prevedeva la disponibilità da parte della società ad organizzare la serie di spettacoli alla 02 Arena di Londra al fronte di show "di primo livello". In caso di recesso o mancato rispetto del documento, da parte del Re del Pop, il promoter avrebbe preso il controllo di una quota della società intestata a Jackson, già allora gravata da pesanti debiti, utilizzando le royalties del suo back catalogue per ripianare i mancati introiti. Ma, sempre secondo le email intercettate dal Los Angeles Times, già pochi giorni dopo la firma ai piani alti della AEG in molti avrebbero iniziato a dubitare delle condizioni di salute dell'artista: "Credi riesca a fare ancora questo?", si legge in un mail, in allegato alla quale era presente un link di Youtube ad un'esibizione di Jackson del 2001 per MTV, mandata Dan Beckerman, a capo del dipartimento operativo del colosso del live promoting, al dirigente Randy Phillips.