Da Cannes, reportage dalla fiera del disco (che scompare)

Su "La Repubblica" spazio alla XXXIII edizione del Mercato del Disco di Cannes, dove «si parla soprattutto della scomparsa del disco.

E se per anni durante il Midem, al terzo piano del Palais des Festivals hanno dominato sofisticati macchinari elettronici, ora il padrone è discreto, colorato, familiare: Sua Maestà lo schermo. Ovviamente collegato a una tastiera, ovviamente tuffato in Internet. L'argomento principe del Midem '99 è la musica in rete, le sue utilizzazioni, ma soprattutto le sue degenerazioni. Un nome per tutti: Mp3, una tecnologia che permette di comprimere la musica fino a dodici volte la dimensione dei brani conservando la qualità d'ascolto pari a quella di un Cd. (.)In questi giorni il Midem ha dedicato all'argomento una lunga serie di conferenze. La più seguita, da posti in piedi, è stata quella di Cary Sherman, vice della signora Hillary Rosen alla presidenza della Riaa, Recording Industry Association of America, che raggruppa e tutela il 90 per cento delle case discografiche americane. Sherman ha presentato la Sdmi, Secure Digital Music Initiative, ovvero l'offensiva contro la pirateria lanciata ufficialmente il 15 dicembre scorso da Bmg, Emi, Sony, Universal e Warner insieme alle più importanti industrie produttrici di tecnologie tra le quali Microsoft, Texas, Toshiba, Ibm, AT&T. L'ultima notizia è che anche la Diamond Multimedia, produttrice del Rio, il walkman per l'Mp3 che la Riaa persegue da tempo per vie legali senza risultati, ha annunciato la sua intenzione di partecipare alla Sdmi». Laura Putti, autrice dell’articolo, ha intervistato Cary Sherman. .


«Quando vi siete resi conto che Mp3 era diventato un pericolo ? "Nel momento in cui i motori di ricerca ci hanno informati che la sigla era la seconda parola più digitata dopo sesso".
Qual è la vostra parola chiave contro la pirateria ?
"Ne abbiamo tre : educazione, rinforzi, collaborazione. La prima serve a informare del reato: scaricare musica da Mp3 è come rubare una pila di cd dallo scaffale di un negozio. I rinforzi sono i sistemi che stiamo mettendo a punto, una vera e propria task force contro i pirati: marchi invisibili sui brani e una serie di robot-detective scatenati in rete. La terza parola è la più importante: collaborazione vuol dire dialogo, con i produttori di hardware e di software, e con la Generazione Internet. Al nostro programma "Soundbyting" di informazione etica e legislativa hanno già aderito più di 120 scuole americane".
Qui al Midem è stata già annunciata la nascita di Mp4. Quanta vita ancora avrà il cd ? "Io credo molta. Perché più la tecnologia va veloce e meno l'uomo la segue. Per questioni di costo, certo, ma anche per un altro motivo: la prima parola richiesta in Internet è sesso. Questo vuol dire che difficilmente l'uomo rinuncerà alla sua fisicità, al piacere di possedere, di toccare. Anche un cd"».

In un box vengono segnalate tutte le iniziative contro la pirateria on line: «Mentre all'Ircam di Parigi si mette a punto "Cuidad", un gruppo di lavoro europeo che si occuperà di pirateria e di musica on-line, ecco che l'Italia arriva prima in Europa nella corsa alla difesa degli autori. Nei giorni scorsi infatti la Siae ha predisposto con il provider Web Music Company una licenza per l'utilizzo su Internet del repertorio musicale affidato alla sua tutela. Considerando poi che www.webmusicompany.com è il anche il provider esclusivo in Italia dell'americano Liquid Audio (che permette l'uso legale di Mp3) ecco che la musica a disposizione diventa infinita. "E' un passo importante per chi si occupa di musica on-line" spiega Filippo Gasparro, direttore del dipartimento multimediale Siae».
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