Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Il «Villaggio dei bambini» ora è realtà
Viaggio coi Nomadi e il Ciai in Cambogia
Emozione tra i figli del dopo-genocidio
E' rientrata dalla Cambogia la delegazione guidata dal leader dei Nomadi, Beppe Carletti, che si è recato nel Paese dell'Estremo Oriente per inaugurare una casa per bambini portatori di handicap - tra i quali le vittime delle mine - all'interno del "Villaggio dei bambini" di Battampang. Ad accompagnare Carletti c'era anche Marco Scarpati, l'avvocato reggiano direttore dei programmi dell'Ecpat che si occupa di combattere prostituzione minorile e traffico di minori. Battampang è la seconda città della Cambogia e fino a qualche anno fa era ancora sotto il dominio dei famigerati khmer rossi che attualmente controllano solo (in seguito ad un accordo con il Governo centrale) la provincia autonoma di Pailin. A Battampang opera da tempo una Ong italiana, il Ciai, che due anni fa fu una delle associazioni che beneficiarono dei proventi (1 milione di dollari) del "Pavarotti and Friends". Beppe Carletti ha qui inaugurato una casa che servirà ad ospitare i bambini disabili colpiti da mine e curati nel vicino ospedale di Emergency, una struttura che ci rende orgogliosi di essere italiani. A Battampang il leader dei Nomadi è arrivato dopo un lungo viaggio attraverso la martoriata Cambogia; un viaggio tra le testimonianze del genocidio operato dai khmer rossi. Dalla mega discarica dei rifiuti di Phnom Penh dove vivono migliaia di persone, molti dei quali bambini, ai "killing field", i campi di sterminio di Pol Pot dove ad ogni passo si possono trovare ancora i frammenti delle ossa delle vittime innocenti di uno dei regimi più sanguinari della storia. Beppe Carletti era al suo secondo viaggio in Cambogia; un viaggio che è servito per raccogliere la testimonianza concreta che il denaro raccolto dai fan del gruppo fosse stato utilizzato in maniera adeguata. E questa conferma Carletti l'ha avuta quando ha visto la casa di Battampang. Occhi lucidi e voce rotta dall'emozione per questo 55enne artista che nonostante i 40 anni di carriera sotto i riflettori riesce ancora ad emozionarsi davanti alla vita. Beppe Carletti nel suo breve discorso davanti alle autorità locali e alle centinaia di bambini ospiti della struttura che per l'occasione hanno intonato "Io vagabondo", ha voluto ricordare ancora una volta l'impegno dei fan club dei Nomadi per raccogliere i fondi e l'impegno concreto dei Nomadi per una solidarietà fatta non solo con le parole, ma con la concretezza dei fatti. «E' bello vedere che siamo ancora in grado di aiutare gli altri - ci dice Carletti - noi siamo stati fortunati. Facciamo una professione che ci piace, siamo amati e seguiti e vogliamo che la nostra fortuna venga condivisa anche dai più deboli, dagli umili; e finché potremo farlo, lo faremo. E' questo l'impegno dei Nomadi e dei nostri fan anche in ricordo di Augusto». Dopo l'inaugurazione di Battampang, il viaggio è proseguito verso Pailin, l'ultima enclave dei khmer rossi governata dal figlio di Jeng Sary (numero due del regime di Pol Pot) e dove vivono in attesa di un processo per genocidio del popolo cambogiano (processo che forse non verrà mai celebrato) paciosi settantenni come Khieu Samphan, ideologo del regime e fautore del genocidio, ma che rinnega e respinge tutte le accuse e che di quel periodo non vuole parlare, come abbiamo avuto conferma pranzando con lui in un'assolata Pailin. Adesso, dopo l'avventura cambogiana, i Nomadi hanno deciso di aderire ad un progetto dell'Ecpat (una associazione che combatte il traffico di prostituzione minorile e traffico di organi) che prevede la realizzazione in Vietnam di una casa che possa ospitare le ragazze che riescono a sfuggire dalla schiavitù della prostituzione. Carletti e i suoi compagni di viaggio con i bimbi cambogiani nel villaggio
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Cambogia all'anno zero
Tra campagne abbandonate e spese militari
Quante volte abbiamo sentito parlare di Pol Pot e dei Khmer Rossi? Chi non è rabbrividito di fronte alle immagini che giungevano in Europa a metà degli anni '70? Questo popolo è stato vittima 25 anni fa di uno dei più atroci e scientifici massacri della storia, durante la dittatura maoista di Pol Pot. Un massacro che ha eliminato metodicamente quasi tutta la classe intellettuale del Paese. Oltre 3 milioni di morti, scuole, pagode, ospedali e infrastrutture distrutte, un'intera generazione soppressa fisicamente per un ideale politico poi miseramente fallito. La Cambogia è un Paese che è stato azzerato da 30 anni di guerra civile combattuta sotto gli occhi indifferenti e spesso colpevoli dell'Occidente. La Cambogia è un Paese che faticosamente tenta di ripartire dopo il terribile genocidio dei Khmer Rossi. Una tragedia che per proporzioni ricorda l'Olocausto ebraico. Tre milioni e mezzo di persone, molti dei quali donne e bambini, sono morti per gli stenti o per le torture subite da criminali che venivano ricevuti con tutti gli onori nei Paesi occidentali e all'Onu. L'Occidente non ha scuse per quello che là è successo. Coinvolta, come tutta l'Indocina nella Guerra del Vietnam, la Cambogia è però stato il Paese che più ha risentito del lungo e durissimo conflitto. Oggi la Cambogia è un paese che tenta di risollevarsi dalla povertà nella quale è caduta e che cerca di riscattare la propria immagine anche attraverso il turismo. L'economia del Paese è fortemente penalizzata dalla situazione sociale e politica e dalle conseguenze di decenni di guerra civile e disordini. Gli investimenti pubblici riguardano prevalentemente le spese militari e le campagne sono state abbandonate dalle masse che in passato vi erano state forzatamente decentrate. Adesso la Cambogia sta tentando anche la difficile via della democrazia e le prossime elezioni, previste tra la fine di gennaio e i primi di febbraio sotto l'occhio vigile del Giappone (nuovo padre-padrone dell'area), potrebbero dare segnali incoraggianti. In Cambogia dove la rete stradale è inesistente, dove non esistono praticamente industrie e dove migliaia di persone vivono nelle discariche come avviene in quella gigantesca nella capitale Phnom Penh, c'è bisogno di tutto e di tutti. Quello cambogiano, dopo la mattanza di Pol Pot, è un popolo giovane che ha bisogno di crescere e al quale bisogna dare speranze concrete con aiuti che possano dare un'effettiva possibilità di sviluppo. Molte ONG mondiali stanno lavorando in questi anni perché la Cambogia non diventi un altro dei tanti Paesi bordello, dove il ricco occidentale, ma anche il ricco asiatico, possano andare per sfogare i loro istinti più bestiali. E' necessario combattere la prostituzione minorile in costante aumento, il traffico di organi verso i Paesi ricchi e lo sfruttamento delle ricchezze (poche) di questo Paese. Se non s'interverrà, non potremo più dichiararci innocenti solo perché abituati all'indifferenza quando gli eventi si svolgono al di fuori della nostra sfera di esperienze individuali. Il futuro di questo, come di tanti altri Paesi del Terzo Mondo, ci deve coinvolgere. Non aiutare questi bambini vuol dire annientare il futuro di un popolo.
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
L'infanzia devastata dalle mine
Cure adeguate ai bimbi vittime nel centro voluto dai Nomadi
Per i piccoli artisti nasce la scuola di 'Pavarotti and Friends'
Sono molti in Cambogia i progetti finanziati con il denaro arrivato dal "Pavarotti and Friends 2000" (circa 1 milione di dollari) e da circa un centinaio di milioni raccolti dai Nomadi, attraverso i propri fan e dai soci del circolo "Fuori Orario" di Taneto (Reggio). Questo il dettaglio dei progetti realizzati o in fase di completamento. 1) Nuove abitazioni e ambulatorio pediatrico nel "Villaggio dei bambini" di Battambang. A Battambang, la seconda città della Cambogia, si trova il "Villaggio dei Bambini", un centro nato per offrire una casa ai bambini di strada. Sono bambini abbandonati perché orfani o perché nessuno è più in grado di occuparsi di loro. In questa struttura i piccoli sono curati ed accuditi e possono frequentare la scuola. Il progetto ha portato alla realizzazione di alcune nuove abitazioni e di un ambulatorio pediatrico. Ed è qui che il 12 gennaio scorso Beppe Carletti, leader dei Nomadi, ha inaugurato una casa nella quale verranno ospitati i bambini colpiti da mine e curati presso il vicino ospedale di Emergency. La struttura, nonostante sia di fatto un orfanotrofio, è molto bella e pare gestita in maniera adeguata; un'oasi nell'inferno di miseria della Cambogia. Attualmente i bambini assistiti sono circa 900. 2) Una residenza per i bambini della Scuola di Danza, Spettacolo e Belle Arti di Siem Reap. A Siem Reap ha sede una scuola d'arte frequentata da molti bambini che qui apprendono le danze e le musiche della tradizione della cultura Khmer, una grande civiltà che tra il IX e il XIV secolo ha edificato poco lontano dalla città i meravigliosi templi di Angkor, sito inserito dall'Unesco nelle aree patrimonio dell'umanità. Il progetto che il "Pavarotti & Friends", attraverso Ciai e Music For Peace, sta realizzando è la costruzione di una residenza destinata ai bambini che frequentano la scuola d'arte e che provengono dai villaggi vicini. La casa è conclusa e la sua inaugurazione, forse alla presenza di Nicoletta Mantovani, dovrebbe avvenire in primavera. 3) Una scuola nel campo profughi di Pailin. Il Ciai attraverso i fondi raccolti con il "Pavarotti & Friends" ha realizzato una scuola nella foresta di Pailin, provincia autonoma governata dagli ultimi khmer rossi. La scuola è raggiungibile percorrendo la Pavarotti Road, una lunga strada, poco più di un sentiero impraticabile durante la stagione delle piogge, che da Pailin s'inoltra nella giungla dove sorge la struttura scolastica. La scuola è attiva dal maggio scorso, ma appare semiabbandonata. L'impressione avuta è quella di una sorta di cattedrale nel deserto. Forse la struttura, essendo lontana dalla capitale dove ha sede l'ufficio locale del Ciai, è stata un po' abbandona a se stessa. Per il bene del progetto e dei bambini che devono frequentare la scuola, appare necessario un maggior impegno da parte di chi gestisce la struttura per evitare che nel giro di pochi anni la foresta la sommerga nuovamente. Anche in questa scuola dovrebbe venire in visita Nicoletta Mantovani alla quale consigliamo di chiedere precise garanzie sul futuro del progetto. 4) Un padiglione di neuropsichiatria infantile "La Casa dei 1000 giorni" a Phnom Pe nh. Il Centro Nutrizionale di Phnom Penh è uno dei centri per l'accoglienza di bambini, con problemi fisici o mentali piuttosto gravi e affetti da Aids, che il Ciai sostiene da tempo. Il progetto che il "Pavarotti & Friends" ha realizzato è un intervento sulla struttura. Qui avranno sede un padiglione di neuropsichiatria e la "Casa dei Mille Giorni" riservata ai bambini affetti da Aids (la vita media di questi bambini è appunto di circa 1000 giorni). Si provvederà, inoltre, alla formazione del personale medico con il finanziamento (55 milioni), raccolto attraverso la sottoscrizione volontaria dei soci del circolo Arci "Fuori Orario" di Gattatico (Reggio). Il cartello davanti la scuola delle arti Luciano Pavarotti
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Imparare a sopravvivere nella discarica
La foto raffigura uno scatto fatto a Pnom Penh, capitale della Cambogia. Un tempo città florida, oggi sopravvive a se stessa. E si nota. Come in molte capitali del Terzo Mondo, masse di bambini affollano la grande discarica. Qui trovano gli elementi di sostentamento e qualcosa da vendere per vivere alla giornata. L'arte del riciclaggio dell'oggetto rottamato è il primo mestiere che imparano. Proprio come a San Paolo, a Città del Messic o a Manila.
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Il «Villaggio dei bambini» ora è realtà
Viaggio coi Nomadi e il Ciai in Cambogia
Emozione tra i figli del dopo-genocidio
E' rientrata dalla Cambogia la delegazione guidata dal leader dei Nomadi, Beppe Carletti, che si è recato nel Paese dell'Estremo Oriente per inaugurare una casa per bambini portatori di handicap - tra i quali le vittime delle mine - all'interno del "Villaggio dei bambini" di Battampang. Ad accompagnare Carletti c'era anche Marco Scarpati, l'avvocato reggiano direttore dei programmi dell'Ecpat che si occupa di combattere prostituzione minorile e traffico di minori. Battampang è la seconda città della Cambogia e fino a qualche anno fa era ancora sotto il dominio dei famigerati khmer rossi che attualmente controllano solo (in seguito ad un accordo con il Governo centrale) la provincia autonoma di Pailin. A Battampang opera da tempo una Ong italiana, il Ciai, che due anni fa fu una delle associazioni che beneficiarono dei proventi (1 milione di dollari) del "Pavarotti and Friends". Beppe Carletti ha qui inaugurato una casa che servirà ad ospitare i bambini disabili colpiti da mine e curati nel vicino ospedale di Emergency, una struttura che ci rende orgogliosi di essere italiani. A Battampang il leader dei Nomadi è arrivato dopo un lungo viaggio attraverso la martoriata Cambogia; un viaggio tra le testimonianze del genocidio operato dai khmer rossi. Dalla mega discarica dei rifiuti di Phnom Penh dove vivono migliaia di persone, molti dei quali bambini, ai "killing field", i campi di sterminio di Pol Pot dove ad ogni passo si possono trovare ancora i frammenti delle ossa delle vittime innocenti di uno dei regimi più sanguinari della storia. Beppe Carletti era al suo secondo viaggio in Cambogia; un viaggio che è servito per raccogliere la testimonianza concreta che il denaro raccolto dai fan del gruppo fosse stato utilizzato in maniera adeguata. E questa conferma Carletti l'ha avuta quando ha visto la casa di Battampang. Occhi lucidi e voce rotta dall'emozione per questo 55enne artista che nonostante i 40 anni di carriera sotto i riflettori riesce ancora ad emozionarsi davanti alla vita. Beppe Carletti nel suo breve discorso davanti alle autorità locali e alle centinaia di bambini ospiti della struttura che per l'occasione hanno intonato "Io vagabondo", ha voluto ricordare ancora una volta l'impegno dei fan club dei Nomadi per raccogliere i fondi e l'impegno concreto dei Nomadi per una solidarietà fatta non solo con le parole, ma con la concretezza dei fatti. «E' bello vedere che siamo ancora in grado di aiutare gli altri - ci dice Carletti - noi siamo stati fortunati. Facciamo una professione che ci piace, siamo amati e seguiti e vogliamo che la nostra fortuna venga condivisa anche dai più deboli, dagli umili; e finché potremo farlo, lo faremo. E' questo l'impegno dei Nomadi e dei nostri fan anche in ricordo di Augusto». Dopo l'inaugurazione di Battampang, il viaggio è proseguito verso Pailin, l'ultima enclave dei khmer rossi governata dal figlio di Jeng Sary (numero due del regime di Pol Pot) e dove vivono in attesa di un processo per genocidio del popolo cambogiano (processo che forse non verrà mai celebrato) paciosi settantenni come Khieu Samphan, ideologo del regime e fautore del genocidio, ma che rinnega e respinge tutte le accuse e che di quel periodo non vuole parlare, come abbiamo avuto conferma pranzando con lui in un'assolata Pailin. Adesso, dopo l'avventura cambogiana, i Nomadi hanno deciso di aderire ad un progetto dell'Ecpat (una associazione che combatte il traffico di prostituzione minorile e traffico di organi) che prevede la realizzazione in Vietnam di una casa che possa ospitare le ragazze che riescono a sfuggire dalla schiavitù della prostituzione. Carletti e i suoi compagni di viaggio con i bimbi cambogiani nel villaggio
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Cambogia all'anno zero
Tra campagne abbandonate e spese militari
Quante volte abbiamo sentito parlare di Pol Pot e dei Khmer Rossi? Chi non è rabbrividito di fronte alle immagini che giungevano in Europa a metà degli anni '70? Questo popolo è stato vittima 25 anni fa di uno dei più atroci e scientifici massacri della storia, durante la dittatura maoista di Pol Pot. Un massacro che ha eliminato metodicamente quasi tutta la classe intellettuale del Paese. Oltre 3 milioni di morti, scuole, pagode, ospedali e infrastrutture distrutte, un'intera generazione soppressa fisicamente per un ideale politico poi miseramente fallito. La Cambogia è un Paese che è stato azzerato da 30 anni di guerra civile combattuta sotto gli occhi indifferenti e spesso colpevoli dell'Occidente. La Cambogia è un Paese che faticosamente tenta di ripartire dopo il terribile genocidio dei Khmer Rossi. Una tragedia che per proporzioni ricorda l'Olocausto ebraico. Tre milioni e mezzo di persone, molti dei quali donne e bambini, sono morti per gli stenti o per le torture subite da criminali che venivano ricevuti con tutti gli onori nei Paesi occidentali e all'Onu. L'Occidente non ha scuse per quello che là è successo. Coinvolta, come tutta l'Indocina nella Guerra del Vietnam, la Cambogia è però stato il Paese che più ha risentito del lungo e durissimo conflitto. Oggi la Cambogia è un paese che tenta di risollevarsi dalla povertà nella quale è caduta e che cerca di riscattare la propria immagine anche attraverso il turismo. L'economia del Paese è fortemente penalizzata dalla situazione sociale e politica e dalle conseguenze di decenni di guerra civile e disordini. Gli investimenti pubblici riguardano prevalentemente le spese militari e le campagne sono state abbandonate dalle masse che in passato vi erano state forzatamente decentrate. Adesso la Cambogia sta tentando anche la difficile via della democrazia e le prossime elezioni, previste tra la fine di gennaio e i primi di febbraio sotto l'occhio vigile del Giappone (nuovo padre-padrone dell'area), potrebbero dare segnali incoraggianti. In Cambogia dove la rete stradale è inesistente, dove non esistono praticamente industrie e dove migliaia di persone vivono nelle discariche come avviene in quella gigantesca nella capitale Phnom Penh, c'è bisogno di tutto e di tutti. Quello cambogiano, dopo la mattanza di Pol Pot, è un popolo giovane che ha bisogno di crescere e al quale bisogna dare speranze concrete con aiuti che possano dare un'effettiva possibilità di sviluppo. Molte ONG mondiali stanno lavorando in questi anni perché la Cambogia non diventi un altro dei tanti Paesi bordello, dove il ricco occidentale, ma anche il ricco asiatico, possano andare per sfogare i loro istinti più bestiali. E' necessario combattere la prostituzione minorile in costante aumento, il traffico di organi verso i Paesi ricchi e lo sfruttamento delle ricchezze (poche) di questo Paese. Se non s'interverrà, non potremo più dichiararci innocenti solo perché abituati all'indifferenza quando gli eventi si svolgono al di fuori della nostra sfera di esperienze individuali. Il futuro di questo, come di tanti altri Paesi del Terzo Mondo, ci deve coinvolgere. Non aiutare questi bambini vuol dire annientare il futuro di un popolo.
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
L'infanzia devastata dalle mine
Cure adeguate ai bimbi vittime nel centro voluto dai Nomadi
Per i piccoli artisti nasce la scuola di 'Pavarotti and Friends'
Sono molti in Cambogia i progetti finanziati con il denaro arrivato dal "Pavarotti and Friends 2000" (circa 1 milione di dollari) e da circa un centinaio di milioni raccolti dai Nomadi, attraverso i propri fan e dai soci del circolo "Fuori Orario" di Taneto (Reggio). Questo il dettaglio dei progetti realizzati o in fase di completamento. 1) Nuove abitazioni e ambulatorio pediatrico nel "Villaggio dei bambini" di Battambang. A Battambang, la seconda città della Cambogia, si trova il "Villaggio dei Bambini", un centro nato per offrire una casa ai bambini di strada. Sono bambini abbandonati perché orfani o perché nessuno è più in grado di occuparsi di loro. In questa struttura i piccoli sono curati ed accuditi e possono frequentare la scuola. Il progetto ha portato alla realizzazione di alcune nuove abitazioni e di un ambulatorio pediatrico. Ed è qui che il 12 gennaio scorso Beppe Carletti, leader dei Nomadi, ha inaugurato una casa nella quale verranno ospitati i bambini colpiti da mine e curati presso il vicino ospedale di Emergency. La struttura, nonostante sia di fatto un orfanotrofio, è molto bella e pare gestita in maniera adeguata; un'oasi nell'inferno di miseria della Cambogia. Attualmente i bambini assistiti sono circa 900. 2) Una residenza per i bambini della Scuola di Danza, Spettacolo e Belle Arti di Siem Reap. A Siem Reap ha sede una scuola d'arte frequentata da molti bambini che qui apprendono le danze e le musiche della tradizione della cultura Khmer, una grande civiltà che tra il IX e il XIV secolo ha edificato poco lontano dalla città i meravigliosi templi di Angkor, sito inserito dall'Unesco nelle aree patrimonio dell'umanità. Il progetto che il "Pavarotti & Friends", attraverso Ciai e Music For Peace, sta realizzando è la costruzione di una residenza destinata ai bambini che frequentano la scuola d'arte e che provengono dai villaggi vicini. La casa è conclusa e la sua inaugurazione, forse alla presenza di Nicoletta Mantovani, dovrebbe avvenire in primavera. 3) Una scuola nel campo profughi di Pailin. Il Ciai attraverso i fondi raccolti con il "Pavarotti & Friends" ha realizzato una scuola nella foresta di Pailin, provincia autonoma governata dagli ultimi khmer rossi. La scuola è raggiungibile percorrendo la Pavarotti Road, una lunga strada, poco più di un sentiero impraticabile durante la stagione delle piogge, che da Pailin s'inoltra nella giungla dove sorge la struttura scolastica. La scuola è attiva dal maggio scorso, ma appare semiabbandonata. L'impressione avuta è quella di una sorta di cattedrale nel deserto. Forse la struttura, essendo lontana dalla capitale dove ha sede l'ufficio locale del Ciai, è stata un po' abbandona a se stessa. Per il bene del progetto e dei bambini che devono frequentare la scuola, appare necessario un maggior impegno da parte di chi gestisce la struttura per evitare che nel giro di pochi anni la foresta la sommerga nuovamente. Anche in questa scuola dovrebbe venire in visita Nicoletta Mantovani alla quale consigliamo di chiedere precise garanzie sul futuro del progetto. 4) Un padiglione di neuropsichiatria infantile "La Casa dei 1000 giorni" a Phnom Pe nh. Il Centro Nutrizionale di Phnom Penh è uno dei centri per l'accoglienza di bambini, con problemi fisici o mentali piuttosto gravi e affetti da Aids, che il Ciai sostiene da tempo. Il progetto che il "Pavarotti & Friends" ha realizzato è un intervento sulla struttura. Qui avranno sede un padiglione di neuropsichiatria e la "Casa dei Mille Giorni" riservata ai bambini affetti da Aids (la vita media di questi bambini è appunto di circa 1000 giorni). Si provvederà, inoltre, alla formazione del personale medico con il finanziamento (55 milioni), raccolto attraverso la sottoscrizione volontaria dei soci del circolo Arci "Fuori Orario" di Gattatico (Reggio). Il cartello davanti la scuola delle arti Luciano Pavarotti
MODENA
domenica 27 gennaio 2002, S. Angela Merici
Imparare a sopravvivere nella discarica
La foto raffigura uno scatto fatto a Pnom Penh, capitale della Cambogia. Un tempo città florida, oggi sopravvive a se stessa. E si nota. Come in molte capitali del Terzo Mondo, masse di bambini affollano la grande discarica. Qui trovano gli elementi di sostentamento e qualcosa da vendere per vivere alla giornata. L'arte del riciclaggio dell'oggetto rottamato è il primo mestiere che imparano. Proprio come a San Paolo, a Città del Messic o a Manila.
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