Nuove tecnologie contro la pirateria

Le case discografiche stanno riuscendo a limitare il fenomeno della pirateria: grazie all’introduzione e all’evoluzione di alcune nuove tecnologie, è ora infatti possibile inibire la duplicazione dei CD e rendere difficoltosa la trasformazione dei brani in file Mp3, prevenendo così lo scambio via Internet. Le principali strategie utilizzate sono due: la prima prevede l’introduzione di una certa percentuale di errori, al fine di causare una riproduzione audio (ovviamente solo con alcuni apparecchi basati su lettori per computer) caratterizzata da fastidiosi disturbi. La seconda invece consiste nella modifica dei dati della TOC (Table of Contents), la sezione del CD che fornisce indicazioni sulla lunghezza e la durata delle tracce del disco. In questo modo i normali lettori audio funzionano correttamente, mentre un computer può addirittura non riuscire a leggere il disco. I consumatori, dall’altra parte, non hanno mancato di manifestare il loro totale disappunto, facendo appello alla dottrina del “fair use”, e cioè alla possibilità di riprodurre per uso personale materiale protetto dalla normativa del diritto d’autore. Tale possibilità era infatti già stata tutelata negli USA nel 1976 e ribadita nel Digital Millenium Act del 1998. La questione per il momento rimane aperta, anche se Klaus Petri, portavoce della Philips, ha recentemente dichiarato che “gli attuali sistemi di protezione dei CD non hanno futuro”. (Fonte: La Stampa)
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