Il nuovo libro di Elton John, "Love is the cure: on life, loss and the end of AIDS", inizia ad essere serializzato e il "Daily Mail" ha cominciato a proporre degli estratti. Il primo ad apparire potrebbe essere tra i più interessanti e significativi: Sir Elton ritiene che a quest'ora sarebbe morto se non fosse invece morto un suo amico. "Ryan White era un vero eroe, un vero cristiano perché perdonava incondizionatamente quelli che lo facevano soffrire. Ryan ha cambiato il corso di una epidemia mortale e ha aiutato milioni di vite a salvarsi. Ma quando Ryan morì, nell'aprile 1990 all'età di 18 anni, io non sapevo come parlare con la gente a meno che non avessi il naso pieno di cocaina e lo stomaco pieno di alcool. Dopo il suo funerale feci ritorno a Londra e andai a rinchiudermi a casa, come era diventata mia abitudine. Il mio senso dei valori era sepolto sotto la mia autodistruzione. Ma se oggi sono qui lo devo a Ryan. Provo profonda vergogna per non aver fatto di più contro l'Aids quando i miei amici, incluso Ryan, mi morivano attorno. Non avevo la forza o la sobrietà per fare qualcosa. Andavo ai funerali, piangevo e mi dolevo, a volte per settimane. E poi il mio comportamento perfino peggiorava, andavo a letto con altri senza protezione ed è un piccolo miracolo che non abbia contratto l'HIV. Mi ricordo d'aver visto in TV il funerale di Ryan. Fu uno dei punti più bassi della mia vita. Avevo i capelli bianchi, la pelle chiarissima, ero gonfio e sembravo stanco, malato e come se mi avessero picchiato. Avevo un aspetto osceno. Ero stato completamente vinto dalle dipendenze, ero totalmente fuori controllo. Dovevo cambiare, oppure sarei morto".
Ryan Wayne White (Kokomo, 6 dicembre 1971 – Indianapolis, 8 aprile 1990) è stato un giovane statunitense divenuto uno dei simboli della lotta all'HIV/AIDS.