Nick Mason:
'Che fatica compilare 'Echoes''

Nick Mason: 'Che fatica compilare 'Echoes''
“Abbiamo un sacco di materiale, in archivio, tanto che potremmo permetterci di fare non solo 'Il meglio dei Pink Floyd', ma anche 'Il quasi meglio' e 'Il peggio'. Nel fare questo genere di cose, però, sappiamo di doverci attenere a delle regole…”. Nick Mason, batterista dei Pink Floyd, scherza, in un intervista rilasciata al sito web canadese Jam! Online, sull'uscita della raccolta che ha messo in movimento tutti i fan della celebre band capostipite della psichedelica inglese, “Echoes” (vedi news). Per la verità, dietro a questa operazione musicale pare ci sia stato un impegno pari, quasi, a quello profuso nel comporre un album ex novo. Il clima scherzoso, però, rimane. Quando il giornalista del sito fa notare il prossimo trentennale della pubblicazione di “Dark side of the moon” e chiede se ci sia nell'aria l'idea di una ristampa, Mason osserva divertito: “Bella idea, potremmo farlo ogni 5 anni aggiungendoci sempre qualcosa di nuovo. Così, arrivati al cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione, potremmo immettere sul mercato un box di 5 cd con 5 copertine diverse”. Il musicista ha anche fatto qualche considerazione sui caratteri meno “artistici” dell'operazione: “Il greatest hits, di solito, sono affare delle case discografiche, e non dipendono dall'artista, che si limita a considerare il ricavato dalle copie vendute e a dire: 'Cosa posso farci'? Tuttavia, io ho la casa piena di raccolte di artisti che mi piacciono e non penso ci sia nulla di sbagliato in tutto questo. Per realizzare 'Echoes', poi, ci siamo impegnati molto: abbiamo discusso su ogni minimo particolare, come l'ordine col quale disporre i pezzi o quali brani accostare. Abbiamo cercato, in sostanza, di vedere il nostro repertorio sotto una prospettiva diversa”. Passando a commentare le singole tracce di “Echoes”, Mason ha dichiarato, a proposito di “Arnold Layne” (1967, il primo singolo dei Pink Floyd): “E' stata la nostra prima esperienza in uno studio di registrazione professionale. Avevamo confidenza con multitraccia ed effetti ma a fare la differenza è stata la presenza del nostro produttore Joe Boyd. Syd, allora, non era il “diamante pazzo” che oggi tutti immaginano: era di una lucidità impressionante, ed era capace di scrivere e registrare un arrangiamento di 15 minuti in pochissimo tempo”. E, relativamente ad una delle hit più famose dei Pink Floyd, “Shine on you crazy diamond” (1975, da “Wish you were here”): “Contrariamente a quanto pensano molti, non abbiamo mai inteso “Wish you were here” come un concept album. Così, presso il grande pubblico, questa canzone è stata da sempre legata a Syd. Anche se sono sicuro che avrete sentito la storia leggendaria che si nasconde dietro a questo brano: di Syd che appare nello studio mentre stiamo registrando il pezzo dopo anni che non lo vedevamo. Questa è stata una di quelle stranissime storie che ci ha aiutato a cristallizzare e ad esprimere così bene il concetto di 'assenza'”. Nella raccolta verrà inclusa anche la traccia inedita “When the tigers broke free”, estratta dalle session di registrazioni di “The wall” (“un autentico capolavoro, il meglio realizzato con i migliori collaboratori coi quali ci sia mai capitato di lavorare”, secondo Mason): “Siamo stati fortunati ad avere questo brano 'vacante'. Non avevamo un posto per inserirlo da altre parti, ecco la ragione per cui è finito qui. Ci sono album nei quali avremmo potuto inserirlo, ma davvero non riuscivamo a trovare una collocazione convincente per questa canzone”, ha dichiarato il batterista, che, a proposito di “Keep talking” (1994, da “The division bell”), uno degli ultimi successi della celebre band inglese, ha confessato: “Con questo disco molti dei concetti e delle idee sono state definite in fase di scrittura. E' come per gli U2: quando le popstar raggiungono una certa età, è difficile sintonizzarsi sui problemi dei giovani. Al massimo noi avremmo potuto parlare ai padri dei giovani d'oggi. Così, inevitabilmente, abbiamo cercato altri soggetti per catturare l'attenzione dei nostri fan meno anziani”.
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