Credits: Emanuela Campara / Concessione in uso a Rockol
Si chiama “Scaramante” il nuovo atteso album di Cristiano De André, che esce a sei anni di distanza dal precedente “Sul confine” e che sarà presentato nel corso dell'imminente Premio Tenco (vedi news). La pubblicazione del disco, distribuito dalla Edel su licenza dell'etichetta Target, è prevista per i primi giorni del mese di novembre.
Il lavoro, a cui hanno collaborato Mauro Pagani, Luca Cersosimo, Stefano Melone, Daniele Fossati e Oliviero Malaspina, si preannuncia più orientato verso la musica etnica rispetto alla proposta prettamente cantautorale dei dischi precedenti.
De André spiega che “una buona chiave di lettura del disco sta nel titolo, nel doppio senso del neologismo 'Scaramante'. La prima accezione è quella che fa riferimento alla scaramanzia, a quei riti antropologici di aiuto nelle avversità, di formula o amuleto per propiziarsi la fortuna. La seconda, giocando sul valore contrario della "S" prefissale, fa riferimento ad esperienze, amori, persone, situazioni, non più cari, non più amati. O troppo cari o troppo amati”.
Nato nel 1962, Cristiano, figlio di Fabrizio De André, inizia la sua avventura musicale nel 1981 con il gruppo Tempi Duri, con il quale registra l'album "Chiamali tempi duri" e compie un tour. Nel 1987 pubblica il suo primo album "Cristiano De André" al quale segue nel 1990 “L'albero della cuccagna" e nel 1991 "Canzoni con il naso lungo", con collaboratori come Eugenio Finardi. Due anni dopo si presenta al Festival di Sanremo con "Dietro la porta", un brano composto insieme a Daniele Fossati e che gli vale il secondo posto assoluto e il Premio della Critica.
Nel 1995 esce "Sul confine", mentre l'anno successivo Cristiano collabora all'ultimo album del padre Fabrizio, “Anima salve”, e lo accompagna in tour cantando con lui e suonando violino, chitarra, mandolino e tastiere.
Il lavoro, a cui hanno collaborato Mauro Pagani, Luca Cersosimo, Stefano Melone, Daniele Fossati e Oliviero Malaspina, si preannuncia più orientato verso la musica etnica rispetto alla proposta prettamente cantautorale dei dischi precedenti.
De André spiega che “una buona chiave di lettura del disco sta nel titolo, nel doppio senso del neologismo 'Scaramante'. La prima accezione è quella che fa riferimento alla scaramanzia, a quei riti antropologici di aiuto nelle avversità, di formula o amuleto per propiziarsi la fortuna. La seconda, giocando sul valore contrario della "S" prefissale, fa riferimento ad esperienze, amori, persone, situazioni, non più cari, non più amati. O troppo cari o troppo amati”.
Nato nel 1962, Cristiano, figlio di Fabrizio De André, inizia la sua avventura musicale nel 1981 con il gruppo Tempi Duri, con il quale registra l'album "Chiamali tempi duri" e compie un tour. Nel 1987 pubblica il suo primo album "Cristiano De André" al quale segue nel 1990 “L'albero della cuccagna" e nel 1991 "Canzoni con il naso lungo", con collaboratori come Eugenio Finardi. Due anni dopo si presenta al Festival di Sanremo con "Dietro la porta", un brano composto insieme a Daniele Fossati e che gli vale il secondo posto assoluto e il Premio della Critica.
Nel 1995 esce "Sul confine", mentre l'anno successivo Cristiano collabora all'ultimo album del padre Fabrizio, “Anima salve”, e lo accompagna in tour cantando con lui e suonando violino, chitarra, mandolino e tastiere.
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