All'inizio, nel 1998, hanno faticato per far capire alla gente che erano diversi dagli Oasis e dai Verve, “Noi col brit pop non c'entriamo nulla”, dicevano gli Embrace, esagerando perfino un po'. Oggi i quattro inglesi di Huddersfield, West Yorkshire, pubblicano un album che chiarisce le idee a tutti: assomiglia a “The good will out”, il disco di debutto, ma dietro c'è più esperienza - e meno presunzione. Un singolo azzeccato, “Wonder”, e una tracklist che non fa acqua da nessuna parte; se ai primi ascolti “If you've never been” scorre un po' come un flusso omogeneo, e le canzoni possono sembrare simili le une alle altre, dopo un po' tutto si fa chiaro. "E pensare che il titolo del disco non doveva nemmeno essere questo” ha spiegato a Rockol Danny McNamara, leader della band e autore dei brani. “Ma un mio amico ha letto male il foglietto su cui l'avevamo scritto, e noi abbiamo finito con il dargli retta”. Per i prossimi mesi, gli Embrace hanno in programma un po' di promozione (“Ma non troppa. Ci annoia abbastanza”) e un tour. “Speriamo sia il più lungo possibile", confessa Danny. E aggiunge: “Ci piacerebbe girare tutta l'Europa. Ma siamo consapevoli del fatto che il nostro destino è legato al numero di copie che venderemo. Per cui, ovunque voi siate, aiutateci. Aiutate gli Embrace a fare il tour più lungo della storia. Comprate il nostro disco. E se non vi piace, regalatelo a un amico. Ci sarà pure qualcuno in grado di apprezzarlo”.
Il resoconto completo dell'intervista di Rockol agli Embrace verrà pubblicato domani, 18 ottobre, nello spazio interviste.
Il resoconto completo dell'intervista di Rockol agli Embrace verrà pubblicato domani, 18 ottobre, nello spazio interviste.
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