“Il tempo della musica non finisce mai”, dice sorridente Rosana. Oggi, martedì 2 ottobre, la cantante spagnola ha presentato in un locale milanese il suo terzo album, semplicemente intitolato “Rosana”.
Rosana Arbelo, originaria di Lanzarote, che qualche anno fa ottenne buon successo con il singolo “El talisman”, è molto solare, come la sua musica. Poco prima di parlare con i giornalisti, ha offerto ai presenti una mini esibizione acustica, suonando, oltre a “El talisman”, altri cinque brani tratti dal nuovo lavoro. Un concerto caldo ed emotivo, in cui ha dimostrato, accompagnata soltanto da una chitarra acustica, da un secondo chitarrista e da un corista, di avere una voce potente e sensuale. “La mia musica è assolutamente condizionata dalla mia terra, dalla mia isola”, racconta, facendosi improvvisamente seria, Rosana, “anche perché le Canarie sono molto vicine all'Africa, e storicamente rappresentano un vero e proprio crocevia di storia e di cultura proveniente dall'America Latina. E' inevitabile dunque che io abbia assorbito tante storie e impressioni in una miscela unica”. Rosana, nonostante le classifiche siano state, di recente, invase da artisti ispanici, non è interessata al successo facile, se questo deve compromettere la sua serenità interiore e il rapporto con i propri amici e familiari: “Devo eterna gratitudine a tutte le persone che mi ricordano che il successo è sempre qualcosa di temporaneo. Dopotutto le cose importanti della vita sono quelle che avevi prima, che hai durante e che sono destinate a rimanere dopo il periodo del successo”, spiega Rosana nascosta dai folti capelli ricci e neri come il catrame. Dopo quasi tre milioni di dischi venduti nel mondo, molti premi e riconoscimenti da parte di registi quali Quentin Tarantino (che ha inserito alcuni suoi brani nel suo film “Curdled”), Rosana rimane comunque con i piedi per terra: una donna che ama la musica e che continua ad ascoltare la musica: “Sono tanti gli artisti che stimo e con i quali vorrei collaborare, come ad esempio Eros Ramazzotti e Lucio Dalla. In Italia ho lavorato con gli Articolo 31 nel 1998. Da loro ho imparato tantissimo, è stato un incontro molto stimolante. Io collaboro con chi me lo chiede, con chi mi piace. Voglio le collaborazioni artistiche e creative. Quello che mi interessa, non è certo il marketing. A quello devono pensarci i manager e i discografici”.