A dimostrazione e riprova della "piattezza" che finora ha caratterizzato questa edizione del Festival, anche i quotidiani annaspano alla ricerca di una notizia purchessia. Dalla rassegna distribuita in sala stampa, dunque, poco da segnalare: una divertente intervista, su "Repubblica", a Claudia Vinciguerra - quella vera, imitata da Teocoli nel 'Sanremo Notte di ieri sera -; un delizioso intervento linguistico di Stefano Bartezzaghi, su "La Stampa", centrato su giochi verbali attorno al nome e cognome della donna che tutti noi Aristonauti vorremmo sposare (Letizia Casta); sullo stesso quotidiano, un'intervista di Luca Dondoni ai R.E.M., che sarebbe stata realizzata ieri a St. Paul De Vence (ma la casa discografica del gruppo, la WEA, dichiara di non saperne assolutamente nulla: si tratterebbe di un'abile ricottura), e un ritratto un po' in ginocchio di Tonino Manzi, capo ufficio stampa del Festival, firmato da Gian Piero Moretti (personalmente siamo fra gli estimatori del lavoro di Manzi e del suo staff, anche se promettiamo di non risparmiargli, all'occasione, critiche e osservazioni).
Sul "Messaggero", Paolo Zaccagnini intervista Lucio Dalla, leader del gruppo d'ascolto T.P.S. - Trovati Per Strada di Bologna ("Se avessi un brano sarei in gara") e Roberto D'Agostino intitola "Tra minimal e Pentothal" il suo spazio di acidità ("il buonista a niente Fazio tira avanti con i suoi papaveri e cadaveri").
Piero Degli Antoni, su "Giorno - Nazione - Carlino", riprende la "caccia al plagio" di Striscia la Notizia ("Nada avrebbe copiato dai Cure, Grignani dagli Spandau Ballet, Di Cataldo da Ricky Martin, Marina Rei da Peter Gabriel").
Su "Il Giornale", da segnalare un intervento di (nientemeno) Vittorio Feltri ("Sul palcoscenico soffia un'aria sinistra"), che si conclude così: "Ci divertiremo il prossimo anno, quando a presentare il Festival sarà il cardinale Tonini in coppia con Vittorio Foa e con l'assistenza della Montalcini vestita come la Oxa", e il titolista tradisce il contenuto del pezzo di Cesare G. Romana confondendo, nel sommario, Arianna con Allegra; mentre Alfredo Saitto dedica un articolo alle spese sostenute dalle case discografiche per partecipare al Festival.
Sul "Messaggero", Paolo Zaccagnini intervista Lucio Dalla, leader del gruppo d'ascolto T.P.S. - Trovati Per Strada di Bologna ("Se avessi un brano sarei in gara") e Roberto D'Agostino intitola "Tra minimal e Pentothal" il suo spazio di acidità ("il buonista a niente Fazio tira avanti con i suoi papaveri e cadaveri").
Piero Degli Antoni, su "Giorno - Nazione - Carlino", riprende la "caccia al plagio" di Striscia la Notizia ("Nada avrebbe copiato dai Cure, Grignani dagli Spandau Ballet, Di Cataldo da Ricky Martin, Marina Rei da Peter Gabriel").
Su "Il Giornale", da segnalare un intervento di (nientemeno) Vittorio Feltri ("Sul palcoscenico soffia un'aria sinistra"), che si conclude così: "Ci divertiremo il prossimo anno, quando a presentare il Festival sarà il cardinale Tonini in coppia con Vittorio Foa e con l'assistenza della Montalcini vestita come la Oxa", e il titolista tradisce il contenuto del pezzo di Cesare G. Romana confondendo, nel sommario, Arianna con Allegra; mentre Alfredo Saitto dedica un articolo alle spese sostenute dalle case discografiche per partecipare al Festival.
Infine, "La Gazzetta dello Sport" dedica un titolone al Maldini di Teocoli ("Il c.t. del dopofestival"), e "Il Tempo" con Massimo Maffei solleva una polemica a proposito del fatto che "Le radio continuano a sponsorizzare solo alcune canzoni".
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