Dal prossimo 16 aprile sarà disponibile il nuovo lavoro in studio degli Anathema, ossia "Weather systems" (nono capitolo della loro saga discografica). Nelle nove tracce del disco, licenziato da Kscope, la band di Liverpool dimostra come le vette toccate con "We're here because we're here" (2010) siano ancora vicinissime: il doom metal è ormai meno di un ricordo, soppiantato e dissolto da una vocazione sonica totalmente dedita alla ricerca di atmosfere, emozioni e costruzioni delicatamente evocative; "rock atmosferico" molti lo chiamano... e non è nemmeno una definizione così bizzarra.
Siamo di fronte, senza dubbio, a un'entità che ha creato un sound proprio, ricco di personalità e originale, che mescola gli aspetti più interessanti di indie, ambient, wave, prog, alternative rock e post rock.
Al netto della defezione del tastierista Les Smith (divergenze musicali), la formula resta immutata, e gli Anathema rimangono fondamentalmente una formazione a gestione familiare: i tre fratelli Cavanagh (Vincent alla chitarra ritmica e voce solista, Daniel alla chitarra solista/tastiere e voce, Jamie al basso), insieme a John Douglas alla batteria e la sorella Lee in veste di voce femminile e corista. Con questo organico gli Anathema hanno assemblato un disco che è già in odor di capolavoro, stando alle prime reazioni della stampa specializzata.
"Weather systems" è stato prodotto da Vincent e Daniel Cavanagh, con l'aiuto di Christer-André Cederberg. Il risultato è un lavoro che richiede con prepotenza l'attenzione dell'ascoltatore, ma è in grado di ricambiarlo con un vero e proprio viaggio mentale, fatto di atmosfere ora delicate e sognanti, ora tragiche e melanconiche, ora epiche e dinamiche.
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