Tribà: ‘Es un ritmo para bailar’

I Tribà possono essere considerati un buon esempio di apertura a influssi e sonorità provenienti da due realtà parallele, vicine per attitudine e spirito: Africa e Caraibi. L’unione della melodia e delle ritmiche percussive africane e latino americane a testi in italiano e spagnolo è infatti la peculiarità di questo gruppo di Torino. L’ultimo album, uscito nei negozi il 25 maggio, si intitola “Ritmo criminal”, e ci presenta i Tribà come veri e propri "criminali" della musica che “saccheggiano” dalla tradizione latina suoni e ritmi, miscelando rap, salsa, mambo, funk e pop.

Il gruppo è composto da 15 elementi tra cui, oltre ai 2 cantanti, il cubano Boris e Bobo Boggio (già voce dei veterani “Fratelli di Soledad”), da Vito Miccolis, percussionista, che ci racconta come è nato “Ritmo criminal”, anticipato dal singolo “Es un ritmo para bailar", brano in cui il rappato cubano di Boris viene miscelato a fiati, percussioni e sonorità dance.
“Abbiamo lavorato per 6 anni come gruppo di percussionisti formato da 10 elementi: la nostra proposta era quella di dare un senso fisico e corporale alla performance musicale, attraverso l’esibizione di ballerini senegalesi" ha spiegato Miccolis, specificando che "col tempo però abbiamo ampliato la formazione con altri musicisti, avendo l’idea di proporre qualcosa di più vicino alla classica struttura della canzone”. Dopo aver ospitato dunque artisti africani nella prima formazione, nei Tribà sono ora l’impronta cubana e le ritmiche latino-americane a costituire l' elemento distintivo del sound: “Ci piace definirci un gruppo italo cubano".
Per promuovere il secondo singolo “Mama insegnami a ballar” i Tribà hanno poi deciso di realizzare un video piuttosto singolare, nel quale la passione per la box di Miccolis si realizza: “Conoscendo l’ambiente del pugilato ed essendo praticante, ho proposto a Cristian De Martinis, pugile professionista, di essere protagonista di questo video in cui la simulazione di un combattimeno avviene durante la performance di un'orchestra che suona mambo e cha cha cha. Il tutto è ambientato negli anni '50".

Se l’influsso di musicisti provenienti da altre realtà ha senz’altro contribuito all’evoluzione musicale dei Tribà anche l’uso delle nuove tecnologie rispecchia la volontà di scoprire ed aprirsi a nuove sonorità. Non a caso i brani “Es un ritmo para bailar”, “La fuente”, “Jingjo”e “Salvami” sono stati arrangiati con ritmi elettronici: “E' un ingrediente che fa parte del nostro sound. Non né il punto di partenza, né quello di arrivo, è solo una sorta di condimento, un po’ come il peperoncino”.
Per quanto riguarda i testi: “Il messaggio che i Tribà danno alle canzoni di primo acchito non è quello di impegno sociale e politico: descriviamo solo alcuni momenti di vita che ognuno di noi ha vissuto”. L'eccezione è costituita da “Sans papier”, canzone nella quale vengono descritte le vicissitudini di un emigrante: “E' indubbio che esprimiamo le nostre idee, liberi però da vincoli ideologici”.
Ma è comunque durante le esibizioni live che il gruppo da il meglio di sé perché, come loro stessi amano ammettere: "Il nostro unico scopo è quello di divertire il pubblico", e c'è da metterci la mano sul fuoco che dal vivo l’obbiettivo viene sicuramente raggiunto dai criminali latini.
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