Radiohead:
'non siamo dei pupazzi...'

Radiohead:  'non siamo dei pupazzi...'
Questi sono i giorni dei Radiohead: Thom Yorke e soci si esibiscono questa sera, 30 maggio, all’Arena di Verona. Venerdì 1 giugno esce l’atteso e discusso nuovo album “Amnesiac”, che segue a neanche un anno di distanza l’altrettanto controverso “Kid A”.
“Può essere stato registrato nello stesso momento di 'Kid A', ma credo arrivi da un posto diverso”, ha spiegato Thom Yorke su www.spinwithagrin.co.uk, sito ufficiale della band dedicato alle domande di fan e giornalisti. Precisazione opportuna, perché come era già stato notato da Rockol nell’anteprima di qualche tempo fa (vedi news), “Amnesiac” è una sorta di “Kid B”, con più melodia e chitarre, ma sempre estremamente sperimentale.
Dopo il rifiuto di ogni forma promozionale per lanciare “Kid A”, questa volta i Radiohead hanno scelto la via più facile: singoli (“Pyramid song”, già in circolazione), videoclip, preascolti on-line etc. “Non sono d’accordo nel dire che abbiamo fatto uno sforzo voluto nell’essere anticommerciali. Forse stiamo semplicemente scegliendo di non stare ai soliti stupidi giochi, perché almeno adesso ci sentiamo nella posizione di poterlo fare, visto che la gente compra lo stesso i nostri dischi”.
Già, la gente. Se il concerto di Verona è ormai esaurito, come quasi ogni esibizione del gruppo, sarà interessante vedere come reagirà il pubblico a questo nuovo disco, spesso (erroneamente) presentato dai media come una sorta di ritorno a “Ok Computer”.
“Quando suoniamo qualcosa di nuovo, non sappiamo mai come la gente reagirà”, scrive Yorke sul sito. “Quando illustro un’idea al resto della band sono terrificato dalla loro reazione. Rimane un mistero come la musica possa fare colpo o meno sulla gente. C’è stato un tempo in cui potevamo fare le scelte in un' altro modo. La gente entra in contatto con i nostri ideali? Non lo so. Sicuramente incoraggiare la gente a prendere decisioni informate è più utile: l’ignoranza è uno dei problemi peggiori. Non siamo più puri o intelligenti di nessun altro, ma allo stesso modo non siamo dei pupazzi privi di parola che puoi rimettere nella scatola una volta che hai finito di usarci per giocare”.
A domani su Rockol per la recensione di “Amnesiac”.
Dall'archivio di Rockol - Radiohead: Thom Yorke e l'imprecazione in loop
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