Spunta un altro ‘creatore’ dei Beatles: è la solita bufala, ma i giornali abboccano

Spunta un altro ‘creatore’ dei Beatles: è la solita bufala, ma i giornali abboccano
I maggiori quotidiani italiani danno oggi grande risalto a una notizia di agenzia nella quale, anticipando il contenuto di un (ennesimo) libro sui Beatles di prossima pubblicazione firmato da Tony Henry, celebrano il ruolo avuto nella ‘creazione’ dei Beatles di un musicista di calypso di nome Lord Woodbine.
Trattasi, se non di clamorosa bufala, almeno di evidente esagerazione. Chiunque conosca appena la storia degli inizi dei Beatles è familiare con il personaggio di “Lord Woodbine”: il cui nome e il titolo nobiliare sono un soprannome, dovuto al fatto che il personaggio fumava in continuazione sigarette da poco prezzo (le Woodbines, appunto).
Anche se Lord Woodbine non è citato nella “classica” biografia autorizzata dei Beatles scritta da Hunter Davies, il suo nome ricorre nell’assai più dettagliato “Shout!” di Philip Norman.
A beneficio dei nostri lettori e dei colleghi giornalisti, ecco alcune utili informazioni sul “misterioso” Lord Woodbine.
Siamo nell’estate del 1960. L’unico ingaggio regolare per i Silver Beatles - John Lennon, Paul McCartney, Stuart Sutcliffe, Pete Best e George Harrison - era quello al New Cabaret Artistes Group di Upper Parliament Street, Liverpool, di cui era comproprietario Alan Williams. Il gruppo suonava musica di sottofondo per le esibizioni di una spogliarellista, Janice. Direttore del locale era Lord Woodbine: nato a Trinidad, “Woody” si guadagnava da vivere lavorando come imbianchino, muratore, barman e musicista in una steel band. Il suo titolo nobiliare - come usava fra i cantanti di calypso - gli derivava da una certa dignità di portamento e dalla Woodbine costantemente appesa al labbro inferiore.
Lord Woodbine dirigeva anche un locale chiamato The New Colony, nella cantina di una casa semidiroccata in Berkeley Street. Lì, un eterogeneo pubblico di marinai e commercianti si intratteneva con prostitute a poco prezzo, spesso dando origine a discussioni anche violente che non degeneravano in rissa solo grazie al fatto che Lord Woodbine teneva sempre a portata di mano sotto il bancone un coltellaccio da marina.
Quando ai Silver Beatles venne proposto un ingaggio ad Amburgo, fu Alan Williams in persona a guidare il furgone: un minibus Austin verde a bordo del quale si stiparono la moglie e il cognato di Williams (Beryl, una ragazza cinese, e Barry Chang), il socio Lord Woodbine, un cameriere del bar Heaven and Hell, un tale Steiner il cui nome di battesimo non è stato tramandato ai posteri - ma sarà probabilmente il prossimo “vero scopritore dei Beatles”, c’è da scommetterci - e i cinque Silver Beatles, più bagagli e strumenti.
Lord Woodbine si divideva con Williams il compito di autista, Beryl faceva da “navigatrice” (il viaggio si svolse via Newhaven, da dove con un traghetto il gruppo arrivò in Olanda). Durante una breve sosta ad Arnhem, John Lennon uscì da un negozietto con un’armonica a bocca che - sono parole di Lord Woodbine - “aveva preso su per guardare e si era dimenticato di rimettere a posto”. Di Woodbine, per la settimana in cui si trattenne ad Amburgo insieme a Allan, Beryl e Barry prima di tornarsene a Liverpool, le uniche notizie certe sono che una sera cantò canzoni calypso al Kaiserkeller e poi, completamente ubriaco, cercò di tuffarsi nel paesaggio marino dipinto sulle pareti del locale.
Questo “evento” può essere collocato intorno al 20 agosto del 1960. Ci aiuta nella datazione una delle straordinarie cronologie dettagliate di Mark Levisohn: “La grande storia dei Beatles”, edizioni Giunti, alle cui pagine 18-25 anche voi (come del resto i giornalisti dei quotidiani di cui sopra) potrete trovare alcune delle notizie che vi abbiamo testé riferito a proposito dello straordinario Lord Woodbine, “nobile di colore originario di Liverpool” (“La Stampa”), “nobile di origine caraibica” (“Corriere della Sera”), “nobile di colore… sbarcato in Gran Bretagna nel 1948 con la prima ondata di immigranti provenienti dalle isole caraibiche” (“La Repubblica”).
Per la serie: e informarsi, prima?
Dall'archivio di Rockol - Giles Martin racconta "Sgt. Peppers Lonely Heart Club Band"
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.