In arrivo il nuovo Eiffel 65, tra conferme e qualche sorpresa

In arrivo il nuovo Eiffel 65, tra conferme e qualche sorpresa
Tornano in azione i ragazzi prodigio della dance italiana con un nuovo singolo, “Lucky (in my life)”, in consegna alle radio in questi giorni e con un album, ancora senza titolo, la cui uscita è programmata per il 15 giugno prossimo. Reduci da un disco-monstre come “Europop” (11 milioni di copie nel mondo, singoli compresi), e da un anno e mezzo di frenetica attività promozionale scandita da oltre 400 concerti e 200 apparizioni TV (“il record”, spiegano i tre ragazzi, “lo abbiamo realizzato nel novembre del ’99: due concerti in Danimarca, uno allo stadio Olimpico di Monaco prima di una partita del Bayern e tre in Svezia nell’arco di sole 24 ore!”), gli Eiffel 65 raccontano di essersi preparati al nuovo progetto con lo spirito di sempre, senza subire pressioni particolari. “Abbiamo cominciato a lavorarci lo scorso anno durante il tour negli USA, sviluppando le prime idee nel corso degli spostamenti in bus con l’aiuto di una piccola tastiera e di un computer portatile”, spiegano a Rockol che li ha raggiunti nel quartier generale torinese della Bliss Corporation a poche ore dal completamento del nuovo singolo. “Tornati a casa, gli ultimi sei mesi ci hanno visto pienamente concentrati nei nostri studi: ne sono scaturiti 31 demo da cui abbiamo selezionato le diciotto tracce che comporranno l’album” (due di queste, “Back in time” e “One goal”, erano già state edite in formato singolo).
L’ascolto in anteprima di alcuni “assaggi” del disco evidenzia una continuità stilistica nei riguardi di “Europop” ma anche la volontà di mischiare le carte in tavola, alternando pezzi marcatamente commerciali come “Lucky” (presto disponibile anche nei negozi) a soluzioni più sperimentali sotto il profilo ritmico e melodico, techno futuristica a sonorità alla Depeche Mode, pezzi in stile house a brani più rarefatti e d’atmosfera. “E’ così”, conferma il trio, “e del resto non siamo mai stati un gruppo a una dimensione. Chi ascolterà l’album riconoscerà il nostro stile ma avrà anche qualche sorpresa: ci siamo divertiti, in qualche occasione, a smontare la struttura classica della canzone, a trattare elettronicamente suoni e strumenti per generare qualcosa di diverso. Se una qualche forma di pressione c’è stata, nel realizzare un seguito a un disco di così grande successo come ‘Europop’, è arrivata più da noi che dall’ambiente circostante: nel senso che abbiamo esercitato una forte autocritica, cercando di spingerci a superare i nostri limiti, a non accontentarci”. Interagendo secondo le rispettive competenze (Maurizio Lobina è il musicista e responsabile delle melodie, Gabry Ponte il dj e Gianfranco “Jeffrey” Randone il vocalist e autore dei testi) e avvalendosi dell’aiuto fattivo dell’intero team di musicisti in forze alla “factory” torinese diretta da Massimo Gabutti (una quindicina di persone hanno lavorato alla realizzazione dell’album), gli Eiffel 65 hanno scelto ancora una volta la strada della totale autoproduzione: “l’unica che ci consente di esprimerci in piena libertà creativa e di assecondare le nostre passioni musicali, che restano quelle di sempre: la musica anni ’80, i gruppi che – come Depeche Mode, Duran Duran, Tears For Fears, sono stati maestri nel combinare elementi elettronici e melodie ricercate, mai banali”. “Se dovessimo indicare qualche affinità nel panorama contemporaneo”, aggiungono, “citeremmo i Daft Punk: loro fanno scelte più radicali delle nostre, privilegiando la ricerca delle sonorità sulla canzone, che resta invece al centro dei nostri interessi. Quanto alla dimensione live, vedere esibirsi sul palco artisti come Sugar Ray è stata per noi una fonte di ispirazione”. A dispetto dell’intenso periodo di attività (in cantiere c’è anche un remix dance per conto di Vasco Rossi) e della improvvisa ascesa allo “stardom” internazionale, dalle parole dei tre continua a trasparire serenità e grande senso della misura. Qual è il rimedio alla sbornia di popolarità di questi ultimi mesi? “Forse il nostro vantaggio è di non avere più diciotto anni, di essere da ormai un decennio sulla scena come produttori e musicisti professionisti e di avere già vissuto, in passato, gli alti e bassi del business discografico: sappiamo che quello che stiamo vivendo è un momento eccezionale, ma che la realtà di tutti i giorni è un’altra cosa. Siamo pronti ad affrontarla serenamente, quando verrà il momento”.
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