Tool: un altro disco difficile in arrivo

Tool: un altro disco difficile in arrivo
La paura di Internet, lo strapotere di Napster e dei cosiddetti programmi di "file sharing" devono aver condizionato in qualche modo i Tool di Maynard James Keenan, fatto si è che per l’ascolto in anteprima del loro nuovo (e atteso) disco da studio "Lateralus", previsto per l'uscita il 15 maggio, una discreta schiera di giornalisti si è trasferita direttamente negli uffici milanesi della Zomba, etichetta che li presenterà a tramite la controllata Volcano Records.

Ascoltando le note delle tredici canzoni contenute in questo loro nuovo lavoro, si evince che la band di Keenan ha ancora una volta prodotto un disco difficile, riservato a palati molto raffinati, piuttosto che ai soliti utenti occasionali.
In circa 76 minuti (e con una durata media dei brani che va dai sei agli undici minuti), "Lateralus" s'apre con la traccia "The grudge", canzone caratterizzata dalle iniziali note di un basso martellante ed una voce effettata che ci introducono di prepotenza nel nuovo fantastico sogno targato Tool. Molto simile alle atmosfere di "Undertow", il brano ha diversi cambi di tempo che vanno da momenti più calmi ad altri più furiosi. Otto minuti dopo ecco arrivare un intermezzo strumentale: "Eon blue apocalypse", onirico e liquido quanto basta per far tirare il fiato.
"The patient" nei suoi sette minuti ci rimanda a qualcosa di già sentito sul disco dell'altra band vicina ai Tool: gli A Perfect Circle. Anche qui numerosi sono i passaggi da tempi dilatati ad altri più burrascosi, sempre con in primo piano un sapiente lavoro di chitarra.

"Mantra" è un altro intervallo, con un titolo quasi profetico visto i suoi palesi rimandi ad atmosfere orientaleggianti.
"Schism" è il primo singolo estratto dall’album che sarà accompagnato da relativo videoclip. La sezione ritmica fa gioco forte ed anche qui si evince qualche debole riferimento agli APC.
"Parabol" è un altro inno alla calma, con un canto suadente e suoni arabeggianti. Ci si accorge però che la successiva "Parabola" poteva certamente essere più adatta come singolo apripista, vista la sua maggior accessibilità ed il suo carattere "radio friendly".
"Ticks & leeches" sposta le coordinate sulla cattiveria, assumendo un carattere più metallico, che in ogni caso ben si adatta ai sempre celebrali Tool. Costanti gli intermezzi, piuttosto adeguati per ossigenare l’ascolto.
"Lateralus" è simile alle prime canzoni dell’album: dosa suoni calmi con la furia del rock, in un crescendo che si tramuta in tempesta.
"Disposition" è un'altra scusante per rilassarci, prima del mastodontico "Reflection", brano che in undici minuti passa da ritmi tribali e psichedelici, ad altri più rock (ma sempre riflessivi).

"Triad" è un preludio alla fine, un brano delicato e lieve. Chiude l’opera la cacofonica ed intraducibile "Faaip de oiad", ghost track rumorosa e destabilizzante che evoca pensieri occulti legati ad un immaginario caro ad Aleister Crowley.
Lascia alquanto attoniti l’ascolto di "Lateralus", sicuramente un disco che farà felice lo zoccolo duro dei fan dei Tool, ma che non renderà certo la vita facile ai novizi attirati soprattutto dai continui riferimenti fatti in questi anni da band e riviste di settore. L’unico appunto che si può fare ai novelli King Crimson del nuovo millennio è che si poteva certamente rendere il compito più facile, diminuendo la durata dei brani. Farà comunque piacere sapere che il box set "Salival", uscito poco tempo fa in America, sarà editato anche in Italia il 20 aprile. Preparate il borsellino!
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