Bill Wyman a Milano: "Vi presento i Rhythm Kings"

Bill Wyman a Milano: "Vi presento i Rhythm Kings"
Ha 60 anni, si occupa della sua famiglia, della sua catena di fast-food (pare che offra i migliori hamburgers del mondo), di fotografia, dell'arte di Marc Chagall, di archeologia (ogni tanto trova resti di un insediamento romano scavando nel giardino della sua villa, nel Suffolk), e tifa per il Crystal Palace ("Abbiamo preso ottimo italiano, Attilio Lombardo..."). E’ un anziano gentleman inglese miliardario, che ogni tanto ha voglia di musica e chiama alcuni vecchi amici per fare un disco di musica "delle origini", come la definisce lui. E gli amici sono piuttosto importanti, come Eric Clapton, Chris Rea, Gary Brooker, Peter Frampton, Albert Lee. Del resto, è abbastanza importante anche lui: è stato membro fondatore dei Rolling Stones, e per 31 anni il loro bassista. E poi, mister Bill Wyman, cosa è successo? "Quattro anni fa ho pensato che stare ancora assieme avrebbe significato soltanto ripetersi e fare soldi. Non avevamo più obbiettivi, avevamo già fatto tutto. E poi io ho sempre avuto altri interessi al di fuori del gruppo: interessi che non potevo coltivare perché appena mi dedicavo a un progetto mio bisognava partire e girare il mondo per un anno o fare dischi. Per gli altri era diverso: nella vita di Mick e Keith esistono praticamente solo i Rolling Stones". Ma perché hai aspettato tanto a lasciare il gruppo? "Perché era la mia famiglia. Tra noi c'era un patto: quando abbiamo cominciato eravamo noi contro il mondo. Ma ce n'era anche un altro: ci saremmo sciolti una volta al top. Forse gli altri pensano di poter crescere ancora". Lui invece ha presentato il primo disco di una trilogia che sotto il nome di battaglia di Rhythm Kings ripercorrerà a ritroso gli stili musicali del passato, cominciando dagli anni '50 e '60: su "Struttin' our stuff" ci sono ad esempio "Green river" e "Tobacco road". Alcuni dei superospiti compaiono in un brano o due: ad esempio, Clapton suona in "Melody" (fans degli Stones, vi dice qualcosa questo titolo? Sì, è quella). Ma in programma c'è anche un tour "in piccoli posti, per essere più a contatto col pubblico", sempre che non vada in porto il progetto di unire due big bands: quella di Wyman e quella di Ringo Starr, per un tour "gemellato". "Ne abbiamo parlato, perché ci vediamo spesso: siamo vicini di casa. Lui ne ha una a Montecarlo, io nel sud della Francia". Fra anziani gentlemen ci si può intendere... Nei prossimi giorni, Rock Online vi proporrà l’intervista a Bill Wyman in versione integrale: tenete d’occhio lo spazio sulla destra!
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