Con un album d’esordio pubblicato in Europa un anno dopo l’uscita negli USA, Dido ha raggiunto le vette delle classifiche inglesi e non solo, conquistando il pubblico con un misto di energia e dolcezza, tradizione e modernità, suoni acustici ed elettronici. Durante la sua fugace visita promozionale avvenuta in un albergo milanese, la bionda cantante inglese afferma però che il successo “ è arrivato in modo quasi fisiologico. Sapevamo che c’era bisogno di tempo, così abbiamo fatto il disco con calma e i risultati sono arrivati in seguito, in modo assolutamente naturale”.
E’ la prima volta che Dido viene in Italia per lavoro, ma in realtà dichiara di esserci stata in passato parecchie volte in vacanza con la famiglia e con suo fratello Rollo, nella cui band (i Faithless) ha mosso i primi passi come corista prima di dedicarsi alla carriera solista. “Prima di fare musica lavoravo in una casa editrice – racconta Dido – e quando dissi a mio fratello Rollo, già impegnato come musicista, che avrei voluto cantare e fare dischi, lui mi consigliò di lasciar perdere e di tenermi un lavoro sicuro. Era un atteggiamento protettivo, che io non ho ascoltato e ho avuto ragione. Comunque io ho sempre scritto per altri e se in futuro le cose non dovessero andar bene potrei sempre continuare a farlo”.
Per quanto riguarda le radici della sua musica, secondo Dido vanno ricercate “nella classica, nella musica irlandese e nel vecchio folk inglese. Poi ho ascoltato la dance, l’hip-hop e altre cose. Penso di avere comunque raggiunto una mia originalità a livello compositivo”.
La grande notorietà, soprattutto in America, è arrivata però grazie ad Eminem, che l’ha ospitata in “Stan”, un brano del suo “The Marshall Mathers EP”: “Eminem ha ascoltato una mia canzone – spiega la vocalist – e mi ha mandato un nastro con una versione di ‘Stan’ e così è nata la collaborazione. Da lui ho imparato molto, soprattutto su come controllare il pubblico. Ha grande carisma e riesce a catalizzare l’attenzione della platea con una facilità incredibile! E’ sicuramente stimolante lavorare con grossi produttori e grossi artisti come questo, anche se il rap per me non è certo una novità, visto che l’ho sempre ascoltato”.
La cantante non ha altre collaborazioni in programma salvo una canzone scritta per il terzo album dei Faithless, di prossima uscita, ricambiata da un brano di Rollo che andrà sul suo prossimo album.
Dido terrà due concerti in Italia ad aprile (il 18 al Vox Club di Nonantola e il 19 all’Alcatraz di Milano), i quali ricalcheranno la formula dello show che da un anno e mezzo sta portando in giro per il mondo: “Alcuni pezzi – spiega – sono un po’ più duri rispetto alle versioni presenti sul disco; questa è una cosa interessante perché il pubblico tornerà così ad ascoltare ‘No angel’ con uno spirito diverso. Non eseguirò cover, ma anticiperò due nuove canzoni che saranno sul prossimo album, tra cui una che si chiama 'Don't leave home'”. Per quanto riguarda il lavoro in studio, invece, l’artista londinese afferma che “tutto il 2001 sarà occupato dal tour, quindi non inizierò a comporre prima del prossimo anno e il secondo album non uscirà prima della fine del 2002”.
E’ la prima volta che Dido viene in Italia per lavoro, ma in realtà dichiara di esserci stata in passato parecchie volte in vacanza con la famiglia e con suo fratello Rollo, nella cui band (i Faithless) ha mosso i primi passi come corista prima di dedicarsi alla carriera solista. “Prima di fare musica lavoravo in una casa editrice – racconta Dido – e quando dissi a mio fratello Rollo, già impegnato come musicista, che avrei voluto cantare e fare dischi, lui mi consigliò di lasciar perdere e di tenermi un lavoro sicuro. Era un atteggiamento protettivo, che io non ho ascoltato e ho avuto ragione. Comunque io ho sempre scritto per altri e se in futuro le cose non dovessero andar bene potrei sempre continuare a farlo”.
Per quanto riguarda le radici della sua musica, secondo Dido vanno ricercate “nella classica, nella musica irlandese e nel vecchio folk inglese. Poi ho ascoltato la dance, l’hip-hop e altre cose. Penso di avere comunque raggiunto una mia originalità a livello compositivo”.
La grande notorietà, soprattutto in America, è arrivata però grazie ad Eminem, che l’ha ospitata in “Stan”, un brano del suo “The Marshall Mathers EP”: “Eminem ha ascoltato una mia canzone – spiega la vocalist – e mi ha mandato un nastro con una versione di ‘Stan’ e così è nata la collaborazione. Da lui ho imparato molto, soprattutto su come controllare il pubblico. Ha grande carisma e riesce a catalizzare l’attenzione della platea con una facilità incredibile! E’ sicuramente stimolante lavorare con grossi produttori e grossi artisti come questo, anche se il rap per me non è certo una novità, visto che l’ho sempre ascoltato”.
La cantante non ha altre collaborazioni in programma salvo una canzone scritta per il terzo album dei Faithless, di prossima uscita, ricambiata da un brano di Rollo che andrà sul suo prossimo album.
Dido terrà due concerti in Italia ad aprile (il 18 al Vox Club di Nonantola e il 19 all’Alcatraz di Milano), i quali ricalcheranno la formula dello show che da un anno e mezzo sta portando in giro per il mondo: “Alcuni pezzi – spiega – sono un po’ più duri rispetto alle versioni presenti sul disco; questa è una cosa interessante perché il pubblico tornerà così ad ascoltare ‘No angel’ con uno spirito diverso. Non eseguirò cover, ma anticiperò due nuove canzoni che saranno sul prossimo album, tra cui una che si chiama 'Don't leave home'”. Per quanto riguarda il lavoro in studio, invece, l’artista londinese afferma che “tutto il 2001 sarà occupato dal tour, quindi non inizierò a comporre prima del prossimo anno e il secondo album non uscirà prima della fine del 2002”.
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