Sanremo, l'adrenalina di Sara 6

L’esibizione di Sara 6 tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo ha mostrato un’artista dalla carica tipicamente rock. Una carica confermata dall’incontro di Rockol con l’artista bolognese (vero nome Serenella Occhipinti), avvenuto nella nostra redazione sanremese. Tra i suoi preferiti, la cantante cita nomi come Rolling Stones, Lenny Kravitz, Alanis Morissette, Sheril Crow, Rod Stewart, e poi voci nere come quelle di Randy Crawford o Gabrielle. Ma il suo preferito in assoluto è Jeff Buckley.

Piena di entusiasmo ed energia, interamente vestita di jeans, Sara 6 spiega a Rockol innanzitutto l’importanza di quel numero che ha aggiunto al suo nome d’arte: “Il 6 è il mio numero portafortuna, anche se ammetto di averlo sempre giocato ma non ho mai vinto. E poi ho scoperto proprio ieri che in America la taglia n. 6 corrisponde alla nostra Taglia 42...”. Con un gruppo che si chiamava così, la giovane cantante bolognese ha infatti condiviso tre anni, due album e un Festival di Sanremo: “I Taglia 42 per me sono stati un’esperienza importante! Ho iniziato a scrivere anche grazie a loro e quindi me li porto ancora dentro”, conferma.

Le vicissitudini artistiche di Sara 6 sono iniziate quando ancora era nella culla: “Mia madre mi racconta sempre che una volta, quando avevo due anni e quindi ancora non sapevo parlare, mi alzai dalla culla e cantai tutte e tre le strofe di 'Montagne verdi' di Marcella Bella.

Al che lei, allibita, mi disse: ‘Ok, vuoi cantare? Ci penso io!’ E a tre anni cominciai a cantare nel coro dell’Antoniano e con di mio zio. Ero in sala d’incisione già all’età di 4 anni. E’ stata dura, un’infanzia già dedicata alla musica, ma è un’esperienza che rifarei perché mi è servita. Sono rimasta nel coro dell’Antoniano per ben 9 anni! I miei amici giocavano in cortile, mentre io dopo la scuola prendevo la mia cartella e andavo alle prove. Dopo 9 anni di ‘Zecchino d’Oro’ lessi su un giornale di un concorso per voci nuove e decisi di partecipare. Così ho iniziato la trafila di gruppi, ho fatto la corista per alcuni cantanti, ho cantato con i Taglia 42 e ora eccomi qua".


"Con i Taglia 42", continua Sara, "ho fatto un Sanremo Giovani nel 1997 con il brano ‘Regolare’ e l’anno seguente siamo approdati al Festival con ‘Con il naso in su’; ora mi sono presentata con un brano mio ed è tutta un’altra storia, un carico di lavoro diverso. Qui mi gioco proprio tutto. Ieri sul palco dell’Ariston avevo l’adrenalina a mille ma è stato bellissimo”. Poco più che ventenne, Sara ha quindi già sulle spalle un bagaglio di esperienza da veterana, ma continua a vivere questa dimensione con grande passione e non senza degli obbiettivi: “Ora uscirò col mio album e chiaramente voglio entrare anch’io dalla porta principale. Non chiedo tanto: vorrei solo ritagliarmi il mio spazio, fare i miei concerti, vendere qualche disco e poter vivere di questo”.

L’album d’esordio come solista, Sara 6 lo pubblicherà nel giro di un mese e rispecchia quelle che sono le sue passioni: “Sono molto soddisfatta di come sta lavorando il mio produttore Lorenzo Sebastiani, di come stanno venendo le canzoni, del fatto che è un disco tutto mio.

Ho scritto i testi, che riguardano tematiche molto femminili in cui parecchie donne si ritroveranno. A volte scrivo anche delle lettere d’amore che diventano poi delle canzoni. Dal punto di vista musicale, invece, l’album è molto maschile (mi piace l’idea di questi due emisferi che si incontrano), abbastanza aggressivo, con chitarre rock, atmosfere anni ’70 un po’ funk e moderne campionature. Ci sono naturalmente anche delle ballad, un po’ West Coast o alla Rod Stewart. E’ un album comunque molto suonato, che sarà divertente eseguire dal vivo”. E dal vivo, come abbiamo constatato a Sanremo, Sara 6 si diverte molto, moltissimo….



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