Rachid Taha, musicista algerino-francese dal sound aclettico che pesca tra tradizione occidentale e suoni del Nord Africa, non smentisce la sua fama di musicista impegnato politicamente. A 42 anni ritorna con la stessa rabbia delle prime uscite per firmare un album ancora sospeso tra musica, cultura e politica. Star in Europa, quasi sconosciuto in patria, “perché c’è tropo beat europeo nella sua musica”, come spiega il vice-presidente dell’Algerian-American Association, Hameed Kherief. Il quinto album, “Made in Medina”, segna una svolta ancora più decisa in direzione rock: “è un rock album. Mi piace il feeling di rock e punk e credo si adattino bene allo spirito della musica nordafricana”, ha spiegato il cantante. L’Lp è stato registrato tra Parigi, Londra e New Orleans e in un brano, “Ala Jalkoum”, canta come ospite il musicista africano Femi Kuti.
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