Il Ministero della Cultura cinese ha inserito Lady Gaga e Katy Perry nel novero di artisti banditi da Web, radio e televisioni della Repubblica Popolare: l'accusa nei confronti delle sue popstar statunitensi (e di tanti altri loro colleghi) è quella di produrre canzoni dai "contenuti volgari". Qualche esempio: la recente "Last friday night" di Katy Perry e "I want it that way" dei Backstreet Boys sono due tra le canzoni finite nel mirino della autorità locali, che ne hanno ordinato l'immediata rimozione dai palinsesti radio-televisi e dalle piattaforme audio-video su Internet. In cima alla lista nera di star occidentali "decadenti" c'è ovviamente Lady Gaga, che ha visto ben sei suoi brani - "The edge of glory", "Hair", "Marry the night", "Americano", "Judas" e "Bloody Mary" - cadere sotto la scure dei censori.
Da sempre il governo cinese riserva attenzioni molto particolari ad artisti rock e pop occidentali: oltre che a filtrare accuratamente la produzione discografica proveniente da Europa e Stati Uniti, le autorità di Pechino tengono un occhio fisso anche sulle attività dal vivo in programma entro i propri confini. Lo sa bene Bob Dylan, che in occasione della locale tappa del suo ultimo tour fu costretto a far approvare preventivamente dalla censura i brani inclusi nella scaletta dello spettacolo .