I Bluvertigo aprono e chiudono il Prix Leonardo ’97

I Bluvertigo aprono e chiudono il Prix Leonardo ’97

Un vero colpo di scena è quello che porta i Bluvertigo al Prix Leonardo ’97, il più importante Festival Internazionale in Italia di film, documentari, animazione e CD-Rom, che premia le migliori opere sui temi dell’ambiente, della salute, della scienza e della tecnologia, organizzato dal 14 al 18 ottobre al Teatro Regio di Parma.

Ad innamorarsi della musica del gruppo monzese è stata proprio Karin Munck, direttrice della Fondazione Medikinale Inrternational, che organizza il premio. Dopo aver ascoltato "Metallo non metallo" la Munck ha assemblato personalmente una serie di video sulle canzoni dell’album, provvedendo praticamente ad illustrarlo brano per brano. Un estratto di questo video verrà proiettato come sigla della manifestazione, all’inizio dei lavori del Prix Leonardo, mentre saranno gli stessi Bluvertigo a chiudere la manifestazione con un concerto "sound + vision" che sarà sicuramente replicato al Salone della Musica di Torino, in programma tra il 16 e il 21 ottobre prossimo. L’ex direttore del Festival del Cinema di Venezia, Gillo Pontecorvo, si è inoltre detto entusiasta dell’abbinamento tra musica e immagini realizzato in questi video, e ha garantito il suo personale impegno nell’organizzazione di una serie di concerti che permettano allo spettacolo di girare per l’Italia. La brochure di presentazione del Prix Leonardo spiega così la scelta dei Buvertigo come proprio ‘gruppo-simbolo’: "Bluvertigo è il gruppo musicale che più di ogni altro esprime l’atmosfera in cui vive l’uomo alla fine di questo millennio. Musicalmente si rimane colpiti dalla grande teatralità. E’ una musica che evoca mille immagini, mille situazioni con un linguaggio fonico che attraversa con eterea maestria i più diversi stili musicali. Una musica tutta loro. Dal rumore frastornante delle nostre città al respiro virtuale di un batterio la loro musica abbraccia universalmente tutti gli aspetti della vita offrendo contemporaneamente diverse chiavi di lettura. I loro testi hanno il coraggio di interrogarsi sulla frammentazione della cultura e della sua distruzione quotidiana. Ne risulta un’immagine disperata dell’uomo d’oggi, disorientato e solo di fronte ad un muro di complessità e ottusità. La voce di Morgan, senza falsa enfasi, quasi neutra, angelica, rafforza enormemente questo senso della grande tragedia umana di fine secolo che la musica e la scienza tentano di alleviare".
Caspita, che entusiasmo... Complimenti anche all’ufficio stampa!

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