Oggi non è certamente il giorno più adatto per avanzare ipotesi sul terzo album di Amy Winehouse, nondimeno "Time", che ad onor del vero ha riportato ieri e quindi prima della cremazione, prova a chiedersi a che punto l'artista sarebbe arrivata con le registrazioni del successore di "Back to black" del 2006. Partendo dalla riflessione che oggigiorno certe carriere non vengono interrotte dalla morte, e si cita il caso di Tupac Shakur che ha pubblicato più dischi da morto che da vivo, il giornalista Glen Levy mette assieme alcune dichiarazioni. Sei mesi fa, sentita da "Metro" di Londra, Amy aveva detto: "Per il nuovo album ci vorranno al massimo sei mesi...sarà molto simile al secondo". Nello scorso aprile Dionne Bromfield, figlioccia dell'artista ed ultima persona con la quale Amy si sia esibita, riferendosi al terzo disco aveva detto:
"L'ho ascoltato, è molto buono!".
Il "Daily Telegraph" riporta che "Amy aveva trascorso gli ultimi due anni lavorando sporadicamente sul terzo album; fonti riportano che le canzoni sono a livello di demo, però di materiale disponibile ce ne sarebbe un sacco". Non ci vuole poi molto per immaginare, come aggiunge Levy, che, se effettivamente il terzo album si materializzerà, venderà ben più dei 5 milioni di copie di "Back to black". Infine il "New York Mag" aggiunge un'altra citazione dal Telegraph: il quotidiano londinese ha scritto che "l'ultimo ed incompleto disco di Amy Winehouse probabilmente sarà pubblicato".