Fabio Treves come Muddy Waters, Zucchero tra i maestri del blues accanto a Buddy Guy e Albert Collins.
Questa sembra essere la tesi sostenuta dai compilatori dell’antologia "The blues collection", in uscita in questi giorni per la Verve (PolyGram).
Con tutta la stima che nutriamo nei confronti dei due artisti nostrani e di altri protagonisti un po’ fuori tema della raccolta - che comunque fa riferimento al cartellone della rassegna "Pistoia Blues" -, la promozione sembra un po’ eccessiva (il comunicato-stampa del disco lo presente cosi’: "15 brani scelti tra il miglior repertorio blues di sempre"). Indiscutibile è comunque l’attrattiva esercitata dalla presenza di un duetto inedito tra Zucchero e Buddy Guy (il classico "Before you accuse me").
Quanto ai nostri due validi rappresentanti, se è vero che Adelmo "Sugar" Fornaciari è abituato da tempo a frequentare il jet set della musica internazionale (e anche del blues), per il bravo Fabio Treves si tratta di un’imprevista assunzione nell’empireo dei grandi del genere. Ne sarà lusingato o arrossirà dall’imbarazzo? In ogni caso, Treves - per le capacità artistiche, ma ancora di più per la passione e l’entusiasmo che ha sempre generosamente profuso nel corso della sua lunga militanza - merita tutto il nostro rispetto e la nostra stima.
Questa sembra essere la tesi sostenuta dai compilatori dell’antologia "The blues collection", in uscita in questi giorni per la Verve (PolyGram).
Con tutta la stima che nutriamo nei confronti dei due artisti nostrani e di altri protagonisti un po’ fuori tema della raccolta - che comunque fa riferimento al cartellone della rassegna "Pistoia Blues" -, la promozione sembra un po’ eccessiva (il comunicato-stampa del disco lo presente cosi’: "15 brani scelti tra il miglior repertorio blues di sempre"). Indiscutibile è comunque l’attrattiva esercitata dalla presenza di un duetto inedito tra Zucchero e Buddy Guy (il classico "Before you accuse me").
Quanto ai nostri due validi rappresentanti, se è vero che Adelmo "Sugar" Fornaciari è abituato da tempo a frequentare il jet set della musica internazionale (e anche del blues), per il bravo Fabio Treves si tratta di un’imprevista assunzione nell’empireo dei grandi del genere. Ne sarà lusingato o arrossirà dall’imbarazzo? In ogni caso, Treves - per le capacità artistiche, ma ancora di più per la passione e l’entusiasmo che ha sempre generosamente profuso nel corso della sua lunga militanza - merita tutto il nostro rispetto e la nostra stima.
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