La nuova elettronica italiana si chiama Jolly Music

Se dovessimo pensare a qualche buon locale dove ascoltare o semplicemente ballare della musica dance che non rientri tra i numerosi prodotti dozzinali che ci vengono proposti oggigiorno, forse spingeremmo la nostra mente oltralpe, magari ritrovandoci a Londra. E, invece, con il rinnovato interesse che la musica elettronica ha avuto negli anni ’90 e le evoluzioni d’inizio secolo, anche l’Italia ha cominciato ad esplorare il mondo dei campionatori e dei vocoder, macchine in grado di tagliare, cucire e distorcere basi musicali preesistenti.
Francesco De Bellis e Mario Pierro sono i Jolly Music, duo romano che non si accontenta di far parte di quella dance commerciale che riempie più o meno tutte le compilation disponibili; così nel 1995 i due danno vita ai Mat101, realizzando un disco di musica elettronica definito dalla stampa europea come “elettronica dal volto umano”. Ad oggi, Francesco e Mario hanno deciso di creare un progetto parallelo ai Mat101; Rockol gli ha chiesto qualche informazione in più sulla provenienza del loro nome e sul nuovo progetto, denominato Jolly Music: “Il nome Mat101 non ha alcun significato preciso, suonava bene, così abbiamo deciso di sceglierlo; inoltre molti dischi e sintetizzatori che ci piacciono contengono il numero ‘101’. Per quanto riguarda il nostro nuovo alias, non abbiamo affatto modificato Mat101, soltanto aperto una nuova strada parallela lavorando su Jolly Music. Jolly Music nasce ricostruendo le radici della disco italiana della fine degli anni ’70 e ’80, riallacciandosi a forme più rock e psichedeliche, anche se il tutto viene filtrato attraverso i mezzi di composizione moderni”.
La formula musicale del duo, che con l’omonimo primo album inciso come Jolly Music ha ottenuto ottime recensioni perfino sulle migliori riviste specializzate britanniche, è un concentrato di influenze musicali vecchie e nuove, come ci spiegano Francesco e Mario: “Le influenze sono tante e vanno dal funk di Parliament ed Herbie Hancock, dalla disco music all'hip-hop old school, fino alle colonne sonore e i dischi di sonorizzazione italiani degli anni ‘70”.
Così, ascoltando le 19 tracce che l’album raccoglie, si viene catapultati indietro di 30 anni, quando l’Italia era presa dal rinnovato boom economico e voleva passare per internazionale, riempiendo le camerette dei ragazzi di discografie complete in vinile: “Il vinile e' stato importantissimo nella realizzazione del nostro disco perché le possibilità ‘fisiche’ di manipolazione offerte dal vinile su giradischi sono grandissime; inoltre conserva un suono del tutto particolare, irriproducibile in altro modo”.
Come contraddire i Jolly Music?
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