E' successo nel 2000: 30 ottobre

E' successo nel 2000: 30 ottobre
Mina, via col vento (30 ottobre 2000)

Quattro inediti di Mina sono comunque un evento discografico; quattro inediti realizzati appositamente ed esclusivamente nell’ambito di una iniziativa promozionale, e da un’artista schiva e poco incline a legare il proprio nome a quello di un’azienda come è Mina – della quale si ricorda solo un lontano abbinamento con la cedrata Tassoni – sono un evento ancora più singolare.
E’ stata annunciata oggi un’operazione battezzata GOWind assai sorprendente: da novembre, infatti, e fino a tutto il periodo natalizio, nei punti vendita di Wind saranno disponibili speciali confezioni contenenti un cellulare dual band, una carta ricaricabile prepagata da 50.000 lire, un CD InWind per accedere a Internet e un Cd con quattro canzoni appositamente incise da Mina per Wind (Mina aveva già prestato la propria voce recitante a uno spot TV dell’azienda, quello del “rigore mondiale” di Baggio).
Il Cd, particolarmente curato nella veste grafica – in cui domina il colore arancio, brand color di Wind – realizzata da Mauro Balletti su idea di Gianni Ronco (il volto di Mina in bianco e nero circondato da una buccia d’arancia), si intitola esplicitamente “Mina per Wind”, e contiene quattro canzoni accomunate dal contenere nel titolo la parola “wind”. Si tratta di “The wind cries Mary” (Jimi Hendrix), “Gone with the wind” (nota nell’esecuzione di Frank Sinatra), “Blowin’ in the wind” (Bob Dylan) e “Ride like the wind” (Christopher Cross). Perché siano state scelte proprio queste quattro canzoni e non, giusto per fare altri esempi al volo, “Wind” di Mariah Carey, “Wind” di Laura Nyro, “Wind” di Cat Stevens, “Wind beneath my wings” di Bette Midler, “Wind of change” di Peter Frampton, “Wind on the water” di Maggie Reilly, “Wild is the wind” di David Bowie, dovremmo poterlo chiedere direttamente a Mina o a Massimiliano Pani che ha prodotto il Cd (certo non oseremmo chiedere conto dell’esclusione di “Candle in the wind”...). Fra le quattro incluse, comunque, difficile scegliere la più riuscita: tra il rock ruggito di “The wind cries Mary” e le atmosfere romantiche di “Gone with the wind”, tra la semplicità di “Blowin’ in the wind” – forse il trattamento più sorprendente e meno fedele alla versione originale – e il pop elegante di “Ride like the wind” ognuno potrà individuare la propria preferita. Quel che è probabile è che il Cd diventi un piccolo pezzo da collezione, considerando soprattutto che non verrà messo in vendita nei negozi di dischi. Clamoroso: Napster stringe un patto di ferro con Bertelsmann e diventa un servizio a pagamento (31 ottobre 2000)

L’impensabile (almeno fino a qualche mese fa) è accaduto: Napster viene ufficialmente “sdoganato” da uno dei suoi nemici giurati, il gruppo multimediale tedesco Bertelsmann; i paladini della tutela dei diritti musicali on-line e i “pirati” del Web stringono un’alleanza con lo scopo di sviluppare e mettere a frutto il servizio di scambio in rete di brani musicali ideato da Shawn Fanning, fondatore della Web company californiana. La rivoluzionaria partnership, di cui è stato dato annuncio martedì 31 ottobre, vedrà Napster collaborare fianco a fianco con BeCG (la divisione di e-commerce appena formata da Bertelsmann) allo sviluppo di un programma di “file sharing” che, preservando le caratteristiche funzionali del servizio, imporrà agli utenti il versamento di un canone di abbonamento destinato a remunerare i titolari dei copyright musicali, autori, editori, case discografiche e artisti interpreti. L’accordo tra le due parti prevede anche che BMG, braccio discografico del gruppo Bertelsmann, ritiri l’azione legale pendente nei confronti di Napster (vedi news) e renda disponibile il suo catalogo sullo stesso sito nel momento in cui il nuovo modello di distribuzione musicale in abbonamento verrà implementato dall’azienda di Redwood City; Bertelsmann e BeCG si impegnano anche a garantire un finanziamento alla Web company finalizzato allo sviluppo di un programma “protetto” e regolamentato, in cambio di una futura partecipazione al suo capitale azionario. Ma c’è di più: le due società intendono sviluppare un sistema aperto alla collaborazione di tutte le altre case discografiche, in modo da trasformare Napster in un veicolo di promozione e di profitti per tutti gli operatori dell’industria musicale. Insomma, il business è business e i tedeschi della Bertelsmann, attenti a cogliere i segnali di cambiamento lanciati da chi consuma musica su Internet, sono stati più svelti degli altri a riconoscere l’enorme potenziale commerciale e pubblicitario del servizio ideato da Shawn Fanning. “Il ‘file sharing’ ha catturato l’immaginazione di milioni di persone nel mondo, grazie alla sua facilità d’uso, all’assortimento universale dei contenuti e alle sue caratteristiche di ‘community’”, ha commentato il presidente e chief executive officer del gruppo Thomas Middelhoff. “Napster ha segnato la via per una nuova forma di distribuzione musicale che, crediamo, sarà la base di un modello di business importante ed eccitante per il futuro dell’industria musicale”. Quanto alla Internet company americana, il suo chief executive officer Hank Barry si è detto convinto che “questa alleanza strategica con Bertelsmann è il passo giusto per noi. La comunità di Napster – la cui crescita è la più rapida nella storia di Internet – beneficerà moltissimo dell’impegno tradizionale di Bertelsmann sul fronte dell’innovazione e della sua esperienza nell’offrire modelli di consumo facili e convenienti”. La parola passa ora alla “comunità”, gli oltre 38 milioni di utenti di Napster: quale sarà la loro reazione di fronte all’istituzionalizzazione del pioniere del libero scambio e alla trasformazione del “file sharing” in una opzione a pagamento e non più gratuita, lo scopriremo in futuro.
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