Nel 1977 i Clash (Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon, Terry Chimes) firmano il loro primo contratto discografico con la CBS e pubblicano l’album d’esordio THE CLASH - preceduto dal singolo "White riot" - che finisce al dodicesimo posto nelle classifiche britanniche.
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Parte il White Riot Tour che culmina nel concerto londinese al Rainbow Theatre, durante il quale il pubblico sradica i sedili dal locale. Nel 1978 - preceduto dall’impegnato singolo "(White Man) In Hammersmith Palais" - esce il secondo album dei Clash, GIVE ‘EM ENOUGH ROPE, che debutta al secondo posto nelle charts d’oltre Manica. I Clash iniziano il loro primo tour americano - il "Pearl Harbor '79 Tour"- e pubblicano in G.B. l’EP “The cost of living”, contenente la celeberrima cover di Bobby Fuller “I fought the law”. Esce LONDON CALLING, doppio album capolavoro prodotto da Guy Stevens e pubblicato al prezzo di un singolo: è trionfo di pubblico e di critica in Europa e negli Stati Uniti .
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Nel 1980 esce il documentario “Rude boy”; i Clash volano a New York in autunno per iniziare le registrazioni del loro nuovo album; nel frattempo, in novembre, esce l’EP “Black market”. A dicembre i Clash pubblicano il triplo album SANDINISTA!, accolto da critiche alterne. Nell’82 esce COMBAT ROCK, il successo commerciale per antonomasia dei Clash, anche se non tutti i fan della band sono contenti del risultato
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Strummer e Simonon licenziano prima Chimes (che aveva sostituito Topper Headon) poi Mick Jones, accusando quest’ultimo di deragliare dall’idea originaria dei Clash; mentre Jones fonda i Big Audio Dynamite, i Clash accolgono i chitarristi Vince White e Nick Sheppard. Due anni più tardi viene pubblicato CUT THE CRAP, che non ha il successo sperato; nell’86 i Clash si sciolgono ufficialmente.
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