Fatboy Slim, DJ tutto casa e club

Fatboy Slim, DJ tutto casa e club
In occasione della sua unica data italiana –ieri, sabato 18 novembre al Maffia di Reggio Emilia – Fatboy Slim ha incontrato la stampa, per parlare del suo ultimo album “Halfway between th gutter and the stars”, uscito ormai da un paio di settimane e di cui molto si è già detto e scritto (vedi News). Un album su cui il DJ ha lavorato a lungo, più che altro per trovare un suono che lo differenziasse dai suoi due precedenti lavori (“E’ la prima volta, nelle mie tante incarnazioni, che arrivo a fare il terzo disco: d’altronde, in questo caso, non potevo sciogliere la band. Sono solo io”). Un disco forse più maturo, più “calmo”, complici anche le vicende della sua vita personale che lo vedranno diventare felicemente padre tra un mese.
Presentatosi in maglietta e pantaloni, con la faccia ancora un po’ stropicciata dal sonno, una tazza di caffè e una sigaretta (chiesta gentilmente ai presenti), Norman Cook ha risposto con schiettezze e con ironia britannica alle domande che gli sono state poste.
Interrogato, inevitabilmente, sulla sua collaborazione con Macy Gray, il DJ ha risposto ridendo: “E’ una domanda che proprio non mi aspettavo. Comunque, sono stati i miei amici Chemical Brothers a convincermi a questa sfida, di inserire voci registrate dal vivo in mezzo ai campionamenti. Mi piace molto la voce di Macy Gray. Così l’ho contattata e abbiamo registrato il tutto, piuttosto velocemente, una mattina a Los Angeles. Lei è stata molto professionale ma è davvero una tipa strana. Ha riempito lo studio di incensi. Comunque, non c’è stato il tempo di diventare amici. Successivamente, però, in un’occasione più tranquilla, abbiamo avuto modo di conoscerci meglio”. Ma per spiegare a Macy il tipo di interpretazione da dare al pezzo ha dovuto lui stesso cantare? “Ahimè sì,” ha risposto Norman Cook. “La canzone però è nata da un’idea ritmica su cui, devo dirlo, Macy ha messo molto di suo”.
Altra domanda d’obbligo è quella relativa al campionamento della voce di Jim Morrison nel singolo “Sunset (bird of prey)”. Provocato sul fatto che sia stata una mossa piuttosto furba per far sicuramente parlare del suo disco, Fatboy Slim si dice sorpreso di questo rilievo: “In tutto il resto del mondo mi hanno detto che la mia scelta di usare la voce di Jim Morrison è stata coraggiosa e per nulla ovvia. In effetti, ho scelto questo brano come singolo proprio perché ritenevo fosse d’impatto, per l’idea che ci stava alla base”. Ma quanto ha contato la musica di Jim Morrison nella formazione di Fatboy Slim? “A dire il vero non sono un suo grande fan. Ma ora sento un forte legame con lui, specie quando sono a Parigi, dove lui è sepolto. Non scherzo: ho come l’impressione, la notte, quando mi capita di svegliarmi, che ci sia il suo spirito che aleggia nella mia stanza. Non ho paura, ma sono convinto che sia proprio il suo fantasma. Inoltre, sono molto contento di aver letto in un’intervista a Ray Manzarek, che il mio utilizzo di quel brano che i Doors scrissero nel 1968 gli è molto piaciuto”.
Quanto al successo che artisti come lui, Moby o St.Germain stanno conoscendo in questo periodo, Norman Cook ha la sua personale opinione al riguardo: “Questa musica esiste da sempre. Ora, però, è meno ghettizzata e ha sfondato in mercati grandi, come quello americano”.
Sarà inoltre proprio Fatboy Slim ad aprire il concerto londinese di Madonna in programma alla Brixton Academy di Londra la prossima settimana: “Con Madonna ci siamo sempre rincorsi e finalmente ora ci siamo trovati. Per me, lei è come David Bowie: ha una straordinaria capacità di interpretare lo spirito dei tempi. Comunque, non andrò in tour con lei: sarò presente solo a questo spettacolo. Non ho l’età per un tour: troppo faticoso”.
Infine, due note curiose. Interrogato sul rapporto DJ-discoteche-droga, Fatboy risponde: “Giusto. Mi sembra che non manchi nessun anello alla catena”. E dopo la battuta ha aggiunto: “In Italia il problema è diverso che non Inghilterra. Da voi le discoteche sono fuori città e la gente deve guidare per tornare a casa e ci sono un sacco di incidenti. Da noi, la gente, torna a casa a piedi”. Alla domanda se Norman Cook sia davvero il suo nome, Fatboy Slim risponde: “No, fino a vent’anni sono stato Quentin Cook. Ma in Inghilterra Quentin è un nome un po’ pesante da portare, per via di Quentin Crisp, che era un celebre gay. Non che io abbia qualcosa contro i gay, però a vent’anni sono andato all’anagrafe e mi sono cambiato il nome”.
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