Sarà come sarà, alla fine Pete Doherty cade sempre in piedi. Invischiato in mumerosissimi processi, finora il
frontman dei Babyshambles se l'è cavata con un numero incredibilmente basso di soggiorni dietro le sbarre. E ora
si viene a sapere che l'ultima condanna, quella a sei mesi di reclusione inflittagli dalla Snaresbrook Crown Court
di Londra per possesso di cocaina nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della cineasta Robin Whitehead,
probabilmente terminerà giusto in tempo per permettergli di esibirsi ad un festival. Che peraltro non è un
festival qualunque bensì quello di Reading e Leeds, tra i più importanti dell'estate live britannica. L'ex
co-leader dei Libertines, nonostante i sei mesi, tra sconti vari potrebbe tornare in libertà il 21 agosto, cioé
cinque giorni prima della sua programmata esibizione a Leeds e sette prima del suo appuntamento sul palco di
Reading. La Whitehead, 27 anni, fotografa e regista, era stata trovata cadavere in un palazzo dell'East End
londinese in cui il cantante dei Babyshambles aveva abitato. Nella stessa area risiedeva Peter "Wolfman" Wolfe,
uno dei "compari" del tribolato artista. La madre della Whitehead è cugina del candidato politico Zac Goldsmith e
suo padre è Peter Whitehead, ex regista della controcultura anni Sessanta.