Il 29 settembre scorso fu proprio lui, Carl Barat, a dichiarare: "Non abbiamo mai detto che non avremmo più fatto niente", ebbe a dire il co-fondatore dei Libertines, "Siamo tutti d'accordo che c'è ancora birra in corpo. Quando siamo tornati insieme abbiamo visto che eravamo nuovamente una band, non abbiamo perso un colpo". A pochi mesi di distanza, più precisamente il 2 febbraio scorso, anche Pete Doherty lasciò intendere di voler dare un seguito alla carriera del gruppo, pur non specificando modalità e tempistiche. Oggi, la doccia fredda: Barat, infatti, ha affermato che - a causa dei difficili rapporti col suo ex compagno di band - il capitolo Libertines può dirsi definitivamente chiuso. "Oggi come oggi non vedo un futuro per i Libertines", ha confessato il cantante e chitarrista all'NME: "Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma continuiamo a rimanere molto distanti. E' molto dura, e ogni volta che ci parliamo riemergono i vecchi dissapori. Non credo che le ferite che ci siamo inferti possano più guarire. E, anche se riuscissero, probabilmente torneremmo a ferirci. E' molto, molto difficile". Pochi giorni fa, alla prima del lungometraggio incentrato sulla band "The Libertines - There are no innocent bystanders", Doherty ha preferito non presenziare: "Pete ha trovato questo documentario molto emotivo e difficile da guardare", l'ha giustificato il regista Roger Sargent.