Anteprima: Joe Jackson torna a New York per 'Night & day II'

Anteprima: Joe Jackson torna a New York per 'Night & day II'
Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol
“It’s a hell of a town”, dicono le prime parole del disco. Già, New York è una città indiavolata, ma continua fonte di ispirazione per la musica; gli ultimi casi: un brano omonimo sul nuovo disco degli U2, e tutto il nuovo disco di PJ Harvey ("Stories from the city, stories from the sea", in uscita il 23 ottobre- vedi news).

Tra i precedenti illustri c’era un disco del 1982, intitolato “Night & day”: incentrato sulla vita nella 'grande mela', fu il capolavoro di Joe Jackson. Ora l’eclettico musicista inglese torna con il seguito di quel disco, non senza fantasia intitolato “Night & Day II”, in uscita a fine mese.
Da anni Jackson si è allontanato dal mondo del pop. Stufo dei meccanismi promozionali, ha inciso e pubblicato gli ultimi dischi per la propria etichetta Manticore, distribuita dalla Sony Classical. Tra questi si annoverano “Heaven And hell”, album a tema sui sette peccati capitali, “Symphony N.1”, incrocio tra classica e rock, e “Summer in the city” live della scorsa estate che lo ha riavvicinato al suo vecchio repertorio. Dopo questa furia iconoclasta verso la cultura popolare, sembra quasi strano che Jackson abbia realizzato un prodotto secondo una delle sue regole più abusate, quella del “sequel”.
Non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze, però. “Night & day” è un disco di canzoni, come “Stranger than you”, “Dear Mom” e “Stay”, tutte incentrate sul tema portante della vita newyorkese. Ma è anche un lavoro complesso, con influenze etniche (il medioriente di “Why”), musica classica (“Just Beacuse”) e voci che non sono solo quella del musicista (su tutti spicca quella di Marianne Faithful in “Love got lost”). E’ un disco che ricalca il suo predecessore nelle citazioni di “Steppin out”, che nel 1982 diventò il suo massimo successo, e nell’uso di percussioni elettroniche accompagnate dall’inconfondibile tocco pianistico, ma se ne allontana per la maggiore complessità e la voglia di trascendere le regole.

Il termine di paragone tra la prima e la seconda puntata di “Night & day” è contemporaneamente inevitabile ed inadeguato. Ma, seppur leggermente meno godibile dell'inarrivabile “numero 1”, questo “Night & day II” è una conferma del genio di Joe Jackson
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