Basta il titolo “Passionaria” ad inquadrare il contenuto del nuovo album di Leda Battisti. E’ infatti la passione ad essere analizzata nei suoi diversi aspetti, confermando l’attitudine latina che già condusse la vocalist di Poggio Bustone alla corte di Ottmar Liebert, il chitarrista a metà fra new age e flamenco con il quale Leda ha collaborato per oltre tre anni (e che ha dato un apporto fondamentale al suo primo cd). “Anche in questo secondo disco ho messo tutto quello che potevo – afferma la cantante -. E’ un disco dominato da grande passione e sensualità, con testi e musiche adattati alla mia vocalità”. Tutte le undici canzoni dell’album sono state composte da Leda e affrontano i diversi aspetti sotto i quali la passione si può manifestare nell’individuo: l’esigenza di essere ricambiati in amore (“Amami”), l’evasione nell’esperienza sentimentale di un viaggio (“Love in San Francisco”), la clandestinità di un amore proibito (“Santa”), l’ossessione (“Un giorno un’ora un minuto solo”), la nostalgia (“Blue moon babe”), la sensualità (“L’eccitazione”), il sogno (“Tu nel Sahara”), l’inaridimento (“Mi dispiace”) e persino la passione virtuale (“Looking for mail”).
Prodotto da Mario Lavezzi, l’album trova una sua uniformità forzata nell’adattamento ad uno stile vocale piuttosto personale e gli arrangiamenti sono sospesi fra pop e suggestioni etniche. Il primo singolo estratto è “Looking for mail”, giocato su una ritmica reggae e una chitarra jazzy.
Prodotto da Mario Lavezzi, l’album trova una sua uniformità forzata nell’adattamento ad uno stile vocale piuttosto personale e gli arrangiamenti sono sospesi fra pop e suggestioni etniche. Il primo singolo estratto è “Looking for mail”, giocato su una ritmica reggae e una chitarra jazzy.
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