Ritardi nei soccorsi. E’ questa l’accusa che un giornale danese, il “Politiken”, ha sollevato con un articolo pubblicato lunedì 11 settembre con riferimento ai fatti di Roskilde, dove il 30 giugno scorso, durante un concerto dei Pearl Jam, hanno perso la vita nove persone (vedi News). Secondo l’inchiesta pubblicata dal giornale, la musica si è fermata dopo 11-16 minuti da che la gente aveva iniziato ad accalcarsi e a scivolare nell’area davanti al palco Orange. Altri 10 minuti sono trascorsi, secondo questa ricostruzione, prima che lo staff del Festival abbia allertato il locale 113. La polizia di Roskilde, da parte sua, avrebbe poi avvertito l’ospedale dell’emergenza 21 minuti dopo la chiamata. Tutte e nove le vittime sono state stroncate da un arresto cardiaco e le poche attrezzature di pronto intervento disponibili sul luogo hanno impedito di salvare più vite, riporta l’inchiesta del giornale, compilata a partire da documenti ufficiali e registrazioni del concerto. Secondo l’inchiesta, la sicurezza ha tentato a più riprese di far sapere a quelli sul palco che c’erano dei morti e che il concerto doveva essere fermato. Ma a poterlo fermare era una sola persona, l’organizzatore Leif Skov, che era al momento non reperibile. I Pearl Jam hanno preferito non commentare quanto pubblicato dal “Politiken”.
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